Una poltrona per tre: a Busto la Lega può sognare il primo sindaco donna

Da sinistra: Manuela Maffioli, Isabella Tovaglieri e Paola Reguzzoni

BUSTO ARSIZIO – Una poltrona per tre? La Lega sembra in pole position per tornare ad esprimere il sindaco di Busto Arsizio, a vent’anni dall’ingloriosa fine dell’ultima amministrazione a guida leghista, quella di Gigi Rosa, e sono tre le “papabili” per la successione di Emanuele Antonelli a Palazzo Gilardoni. Tovaglieri, Maffioli e Reguzzoni. Isabella, Manuela e Paola. E il caso ha voluto che giovedì sera, a “Ul Dì di Bruscitti“, si trovassero vicine vicine attorno al pentolone del piatto tipico bustocco per eccellenza. Un segno? Chissà.

Il vento su Busto

Di certo c’è che, mentre a Varese il Carroccio ha a che fare con la “bufera” Vannacci e con un toto sindaco più colorato di “azzurro” (Forza Italia), a Busto Arsizio – dove il “team” del Generale non si è ancora palesato pubblicamente – la sezione torna a scendere in piazza con il gazebo in via Milano (nelle foto sopra e sotto) per la raccolta firme a sostegno della Carta della Lombardia. Le carte, invece, quelle in vista delle elezioni amministrative del 2027, restano ben coperte. Anche se il vento in provincia – con Forza Italia che schiera le “figurine” per il capoluogo e Fratelli d’Italia che non nasconde la propria preferenza per Gallarate, “terra” dell’assessore regionale Francesca Caruso – fa tirare il “verde” su Busto.

Le nominations

D’altra parte ad oggi è proprio la Lega ad avere i nomi più spendibili per la successione ad Antonelli. E per giocarsi la prestigiosa opportunità di diventare il primo sindaco donna della città. Parliamo dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri, già vicesindaco nel primo mandato di Antonelli; dell’attuale assessore alla cultura Manuela Maffioli, già vicesindaco a cavallo dei due mandati; e dell’attuale assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, già competitor alle primarie del centrodestra del 2016 proprio contro Antonelli. Già nel 2021, alle elezioni che incoronarono l’attuale sindaco per il bis, furono le “tre soprano” della sezione di via Culin a fare incetta di preferenze, mostrando di avere ampio consenso in città, oltre alle competenze che sono state riconosciute a tutte e tre nelle rispettive esperienze amministrative.

Il “triello”

E allora, a chi toccherà se davvero (perché manca un anno e mezzo alla decisione e in politica è un’era geologica) sarà la Lega ad essere nuovamente chiamata a guidare il centrodestra verso la riconquista di Palazzo Gilardoni? Al tavolo “presidenziale” della festa del Magistero dei Bruscitti, le tre si marcavano strette, come in un “triello” dei film di Sergio Leone, ma con grande fair play. Ad oggi, Isabella Tovaglieri sembra intenzionata a non muoversi dallo scranno al Parlamento europeo così faticosamente guadagnato alle elezioni dello scorso anno, ma per Paola Reguzzoni e Manuela Maffioli – oggettivamente le due più autorevoli delegate dell’attuale giunta Antonelli – la designazione sarebbe il coronamento di una carriera politica iniziata sin da giovanissime con l’Alberto da Giussano sul bavero.

Ma c’è tempo

Le grandi manovre, sotto traccia, sono iniziate: c’è da aggregare militanti in sezione, ammiccare agli alleati e crearsi un seguito “civico” per un’eventuale lista a sostegno, ma soprattutto avere le amicizie giuste ai vertici del partito. Anche perché, per quanto la Lega sia federalista, è risaputo che le decisioni sulla candidatura di coalizione della quinta città della Lombardia travalicano i confini provinciali e a volte persino regionali. E quindi, non sarà Busto a scegliere. Ma la partita è avvincente (e lunga).

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