«A Busto un’antenna ogni 845 cittadini. Moratoria prima che raddoppino»

BUSTO ARSIZIO – Il Comitato Salute Elettromagnetica torna all’attacco dopo il caso dell’impianto 5G di via Catullo: «Busto Arsizio si sta trasformando nella capitale delle antenne della provincia – l’allarme – 100 impianti, nessuna tutela per i cittadini». Il comitato rilancia l’appello all’amministrazione comunale: «Servono una moratoria immediata sulle nuove installazioni e un Piano Antenne comunale».

“Antenna selvaggia”

«È “Antenna selvaggia” a Busto Arsizio»: lo denuncia il comitato sorto per contrastare il nuovo impianto 5G di via Catullo, nel cuore della zona residenziale di Sant’Edoardo. «Con 100 impianti di telefonia mobile già installati, principalmente sui tetti degli edifici, la città ha raggiunto una concentrazione di emissioni elettromagnetiche allarmante – alza il tiro il Comitato Salute Elettromagnetica, presieduto da Michele Di Fiore – i numeri parlano chiaro: con una popolazione di 84.500 abitanti, si registra un’antenna ogni 845 cittadini e, considerando i 30 km² di estensione, la densità è di un’antenna ogni 300 metri quadrati. Senza un’azione immediata, il numero potrebbe raddoppiare entro sei mesi, arrivando a 200 impianti».

I rischi

«L’assenza di controlli adeguati aggrava la situazione – scrive il Comitato in una lettera aperta – ARPA Lombardia ha evidenziato una grave carenza nelle misurazioni: in molte zone non vengono effettuati rilevamenti da oltre quattro anni, mentre le installazioni aumentano. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le onde elettromagnetiche ad alta frequenza sono classificate come possibilmente cancerogene (Gruppo 2B), con collegamenti a tumori come glioma e neurinoma acustico. L’impatto delle emissioni è critico. Un’antenna da 1000 watt equivale all’emissione di 5.000 telefoni cellulari accesi contemporaneamente alla massima potenza. Se sulla stessa struttura vengono posizionate più antenne, si può arrivare a un’emissione paragonabile a 20.000 dispositivi attivi 24 ore su 24. Di fronte a questo scenario, il Comitato Salute Elettromagnetica (CSE) ha avviato un’azione concreta per contrastare la diffusione incontrollata delle antenne. Oltre a raccogliere firme e richiedere misurazioni indipendenti, il CSE ha avviato in questi giorni la distribuzione di un depliant su tutta la città, con norme essenziali per impedire che un condominio deliberi l’installazione di un’antenna».

«Fate presto»

«Un’azione incisiva e fondamentale per informare i cittadini, l’unica vera arma contro il dilagare delle onde elettromagnetiche – sostengono Michele Di Fiore e C. – mentre le compagnie telefoniche continuano a trarre profitti da nuove installazioni, i cittadini ne subiscono solo le conseguenze. Il tempo stringe. Serve una moratoria immediata sulle nuove installazioni e un Piano Antenne comunale che regolamenti le future installazioni, monitori le emissioni, protegga le aree sensibili e stabilisca limiti di densità. Si attende la convocazione della giunta comunale per deliberare sul tema, ma senza un’azione tempestiva la città rischia di trovarsi con il doppio degli impianti attuali entro la fine dell’estate. La tecnologia deve essere al servizio dei cittadini, non il contrario. Busto Arsizio ha l’opportunità di diventare un modello virtuoso nella gestione delle infrastrutture di telecomunicazione, ma servono azioni immediate».

A Busto un regolamento degli impianti 5G. Via Catullo apripista del Piano Antenne?

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