A Castellanza 21 i casi Covid accertati. Ma potrebbero essere di più. Servono dati

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CASTELLANZA – La guerra dei numeri non è in cima ai pensieri del sindaco Mirella Cerini. Il primo cittadino sa che i 21 contagiati, dato ufficiale “vidimato” e diffuso dalle istituzioni sanitarie provinciale e regionali, è una cifra che potrebbe fotografare solo una parte del contagio in città. «I positivi – spiega il primo cittadino – potrebbero, e il condizionale è d’obbligo, anche essere di più». Quindi? «E’ ora importante recuperare una serie di informazioni e incrociare i dati. Un lavoro complesso, per noi amministratori fondamentale, per avere un quadro più preciso della diffusione del virus a livello cittadino. E poter così mettere in campo risposte concrete di tutela per i cittadini. Cercare di ricostruire un quadro il più preciso possibile è un’operazione necessaria. Che ora potremo mettere in atto. Grazie alla collaborazione con i medici di base castellanzesi siamo riusciti a creare una rete entro la quale far circolare e condividere dati e informazioni in maniera più rapida».

Caccia al virus

Caccia al virus forse è un’espressione un po’ forzata, ma che ben fa capire l’obiettivo che il primo cittadino si è prefissato e  come intende raggiungerlo. «Il dato ufficiale – spiega Cerini – è parziale e “racconta” solo quella porzione di contagio che è stata mappata all’interno del sistema sanitario. Il problema per noi amministratori è però riuscire a definire nel modo più completo possibile la diffusione del virus sul nostro territorio. Mi spiego meglio. Quanti cittadini hanno accusato sintomi, quali i nuclei famigliari o le persone in quarantena, quanti quelli che hanno un parente o un convivente positivo? Sono informazioni che i medici di famiglia riescono ad avere, poiché ogni giorno, inseriscono tutta una serie di dati nel data base dell’Ats». Quindi i numeri ci sono. «Sì e sono in costante aggiornamento – sostiene il sindaco – il problema sono i tempi della condivisione. Che sono ancora lunghi rispetto alle esigenze e urgenze. Avere un quadro aggiornato quotidianamente significa essere nelle condizioni di agire al meglio e in modo più tempestivo possibile».

A tutela di operatori, volontari e cittadini

«Conoscere, ma anche tutelare le persone che lavorano e garantiscono servizi in questo momento di emergenza. Avere contezza della situazione – continua il sindaco – ci permette di intervenire per tempo ed evitare che tutta una serie di possibili criticità peggiorino». Insomma, conoscere in maniera più dettagliata la geografia locale del contagio, ma anche i potenziali positivi, le situazioni di quarantena, piuttosto che avere il quadro dei cittadini ricoverati e dimessi può aiutare chi porta i pasti, i farmaci, il cibo e quanto serve ai castellanzesi che hanno necessità di un sostegno».

L’importante ruolo dei medici di base

Anche il contesto ambulatoriale in cui operano i medici di base può essere considerata una prima linea nella battaglia al virus. Sono, infatti, proprio loro che a volte hanno il “primo” contatto con un possibile paziente Covid. E sono loro che, attraverso i loro mutuati e le informazioni che raccolgono quotidianamente possono dare un aiuto concreto a mappare la situazione. Cosa che in effetti già fanno. E che ora, anche con la collaborazione di Ats può trovare una declinazione concreta in città. «Siamo riusciti a mettere a punto un possibile sistema di scambio dati – conclude il sindaco – devo ringraziare i medici per la disponibilità e anche Ats che ha compreso le necessità di comunicare in maniera più rapida. In questo modo i dati a disposizioni, che incrocerò anche con quelli che arrivano dall’ospedale Humanitas, permetteranno di avere un quadro più preciso rispetto al quale muovermi e organizzare gli interventi necessari e che competono l’amministrazione».

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