BUSTO ARSIZIO – Hanno voluto la bicicletta, e pedalano. Eccome se pedalano. Sono i giovani di Busto Arsizio, protagonisti di un’estate di pedalate epiche. Quella dei ragazzi del Giubileo, in 40 in sella per dieci giorni da Busto Arsizio fino a piazza San Pietro, in Vaticano, per incontrare il Papa Leone XIV. E quella degli studenti dell’ITE Tosi, dieci (più due docenti) che hanno pedalato per nove giorni in Cambogia arrivando fino alla capitale Phnom Penh, nell’ambito della seconda edizione del progetto “Oltre l’impossibile” sotto la guida del paratriathleta Andrea Devicenzi. Due storie di impegno e sacrificio per sfatare i soliti pregiudizi sui giovani di oggi.
Qui Roma

Al Giubileo dei Giovani sono arrivati da Busto Arsizio addirittura in 187, in rappresentanza delle 13 parrocchie della città. Una maxi-delegazione in cui una quarantina di giovani «hanno deciso di fare una fatica in più arrivando a Roma in bicicletta», come raccontato da don Matteo Resteghini, coordinatore della pastorale giovanile del Decanato di Busto. Ad accompagnarli, due coadiutori, don Gabriele Bof di Sant’Edoardo e don Paolo Boldrini di Sacconago. «Sono arrivati martedì – racconta don Matteo – un po’ stravolti, ma felicissimi di aver raggiunto con la bicicletta proprio Piazza San Pietro». Dove hanno potuto già salutare Papa Leone XIV, spuntato a sorpresa la stessa sera del 29 luglio a bordo della “Papamobile” al termine della Messa di benvenuto a cui hanno partecipato 120mila giovani.
Qui Phnom Penh

È terminata una settimana fa invece l’avventura in bicicletta di dieci studenti dell’ITE Tosi di Busto Arsizio (dal primo al quarto anno) “Oltre l’impossibile” in Cambogia. Seconda edizione, dopo la prima in Islanda, di un’iniziativa fortemente voluta dalla preside Amanda Ferrario e affidata ad Andrea Devicenzi, triathleta paralimpico dopo aver perso una gamba e mental coach. I ragazzi, selezionati tra 107 candidature e accompagnati da quattro docenti, hanno pedalato per nove giorni tra il caldo a 40 gradi e gli acquazzoni della Cambogia più “wild”: 800 chilometri in tutto tra il lago Tonle Sap e la capitale Phnom Penh. Ma nonostante le avversità (persino un incidente, con una ragazza investita da uno scooter), i dieci hanno stretto i denti e, guidati da un motivatore d’eccezione come Devicenzi, sono arrivati a destinazione. «Bagnati, stanchi, ma con il sorriso – raccontano sul diario di bordo social al termine dell’ultima tappa – galvanizzati, grati, pieni di entusiasmo e con gli occhi ancora pieni di immagini che resteranno con loro per sempre».
Dieci studenti dell’Ite Tosi di Busto, “Oltre l’impossibile”. In bici nella selvaggia Islanda
