TRAVEDONA MONATE – Basterebbe un brano come “Kashmir”, ritenuto da Jimmy Page e Robert Plant la summa della loro arte, per ritenere “Physical Graffiti” l’ennesimo capolavoro dei Led Zeppelin. Oggi, venerdì 4 dicembre, il cineteatro Sant’Amanzio di Travedona, ospiterà alle 21 un omaggio al Dirigibile (ingresso 10 euro, per prenotare inviare un messaggio WhatsApp al numero 331/2072100) a cinquant’anni dalla pubblicazione di un album che, spesso sottovalutato, sarà il protagonista della serata.
La decisione di un doppio album
Anche se molti lo ritengono inferiore ai primi quattro dischi della band, “Physical Graffiti” è in tutto e per tutto un masterpiece. Le registrazioni cominciarono a inizio 1974, quando il manager Peter Grant riportò tutti gli Zeppelin in studio, nel ritiro bucolico di Headley Grange.
E lì le cose funzionarono talmente bene che i quattro si ritrovarono con otto tracce per oltre cinquanta minuti di musica, più di quanto potesse contenere un singolo vinile. Decisero dunque di fare un doppio album e allo scopo ricorsero a una serie di outtake dei loro tre precedenti, pezzi registrati e scartati.
Un’opera monumentale e l’apice di una band leggendaria
Con tale sequenza di brani, malgrado qualche inevitabile disomogeneità, “Physical Graffiti” appare comunque, nel suo cinquantesimo compleanno, come un’opera monumentale che fotografa una band leggendaria all’apice della sua forma artistica, prima che iniziasse il declino degli anni e dei dischi successivi.
Prima che la tragedia bussasse alla porta e portasse via John Bonham, uno dei quattro ragazzi che si erano fatti milionari in una manciata di anni di stravizi, tour con jet privati, rock’n’roll creativo e adrenalinico. Altri tempi. Che per un attimo si potranno riassaporare a Travedona con la performance elettrizzante dei Rovers.
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