A Trecate arriva il commissario prefettizio mentre si apre il “nodo” Provincia

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Il Municipio di Trecate

TRECATE – Ha preso servizio ufficialmente da oggi, 17 giugno, il viceprefetto Diego Della Verde, nominato dal prefetto di Novara Francesco Garsia commissario per il comune di Trecate dopo la decadenza del sindaco Federico Binatti e il conseguente avvio della procedura di scioglimento del consiglio comunale.

Cinquantadue anni, novarese di origine, ha lavorato nelle prefetture di Savona, Torino, Alessandria, Asti e Monza. Dal marzo dello scorso anno è rientrato alla prefettura di Novara con il ruolo di vicario. Nei mesi scorsi è stato commissario al comune di Orta San Giulio, sciolto in condizioni analoghe a quello di Trecate, con le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri

Dalla Verde, si occuperà della gestione provvisoria del Comune con i poteri di sindaco, giunta e consiglio per i prossimi 90 giorni. Successivamente, con il decreto di scioglimento del consiglio comunale firmato dal presidente della Repubblica, il commissario prefettizio si trasformerà in commissario straordinario e gestirà l’ordinaria amministrazione del comune fino alla elezioni. Secondo quanto si apprende, la data dovrebbe cadere nelle prossima primavera del 2026. Il Testo unico degli enti locali, infatti, prevede che in caso di scioglimento dopo la fine del mese di febbraio che i comizi elettorali siano convocati tra il 15 aprile ed il 15 giugno dell’anno successivo.

Si stanno intanto muovendo i partiti in vista di una scadenza molto più ravvicinata, quella della sostituzione di Binatti nel suo ruolo di presidente della Provincia. In questo caso la legge prevede la sostituzione del solo presidente con una elezione di secondo livello, che dovranno essere fissate entro 90 giorni. Le date possibili sono quelle di domenica 7 settembre o di domenica 14 settembre. Tempi comunque molto stretti, con il problema del periodo estivo che rende più problematica la raccolta delle firme per il deposito della candidatura. Ma prima ancora ci sono da sciogliere i nodi politici: se nel centro sinistra la scelta del candidato sembrerebbe ristretta a tre nomi (il sindaco di Galliate Alberto Cantone, quello di Castelletto Ticino Massimo Stlo o quello di Cameri Giuliano Pacileo) nel centrodestra, che ha in tasca la riconferma alla guida dell’ente tenendo conto degli equilibri numerici nei consigli comunali, che costituiscono il corpo elettorale per la scelta del presidente, i grattacapi non mancano.

Se nella mappa degli accordi tra gli alleati la casella di Palazzo Natta è riservata a Fratelli d’Italia, in queste ore il leader meloniano Gaetano Nastri ha fatto sapere che questa assegnazione “automatica” potrebbe anche essere rimessa in discussione. Un “messaggio in bottiglia” lanciato agli alleati, che è già stato accolto con diffidenza soprattutto in casa leghista: il timore del Carroccio è che Nastri sia pronto a sacrificare la presidenza della Provincia per esercitare poi la sua “golden share” sulla scelta del candidato del centrodestra destinato a correre al comune di Novara per la successione di Alessandro Canelli nel 2027. Una aspirazione di sicuro non accolta di buon grado dalla Lega, e che, dopo una fase di ritrovata concordia, potrebbe riaprire antiche ferite tra gli alleati.

Ettore Colli Vignarelli

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