Accam, decisione rinviata. Intanto Cassani attacca il senatore Paragone

accam cassani paragone

BUSTO ARSIZIO – Avanti piano, ma si va avanti. Verso il rinvio della chiusura di Accam al 2027. Avrebbe dovuto essere il giorno della decisione e invece l’assemblea dei soci, dopo aver preso visione del piano industriale, ha deciso di congelare il rinvio al 2027. Perché prima di prendere la decisione definitiva, il piano industriale dovrà passare nei consigli comunali del 27 Comuni soci. Passaggio che verrà fatto nelle prossime settimane. Già fissato il prossimo appuntamento: 30 ottobre. Sarà a quel punto che verrà presa la definitiva decisione di spostare più in là la data di chiusura dell’attività.

Si parte con presidio

Il lungo pomeriggio di Accam è iniziato, oggi venerdì 28 settembre, fuori Palazzo Gilardoni, dove insieme al movimento 5 Stelle c’erano molte associazioni di area ambientalista a chiedere la chiusura immediata di Accam. E anche di poter assistere all’assemblea dei soci. Volontà che il sindaco Emanuele Antonelli, che si è fermato a parlare con i manifestanti, ha stoppato subito. «Dentro non entra nessuno. Assemblea a porte chiuse».

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Al termine dell’assemblea fuori da Palazzo Gilardoni c’era il deserto. Nessuno dei manifestanti, tra i quali c’era anche il senatore pentastellato Gianluigi Paragone, è rimasto ad attendere l’esito. Ma è proprio il senatore grillino a finire nel mirino del sindaco di Gallarate Andrea Cassani, il quale al termine dell’assemblea ha dichiarato: «Invito Paragone a fare meno spettacolo su un argomento serio qual è Accam. Se davvero ritiene che gli inceneritori, tutti gli inceneritori, sono nocivi faccia un disegno di legge in cui si dice che vanno tutti chiusi. E vada a prendersela con i colossi che trattano rifiuti, i quali, invece, vorrebbero la chiusura dell’impianto di Borsano per poter spadroneggiare sul mercato».

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Assemblea sotto chiave

Soci e cda si blindano dentro la sala Esagonale di Palazzo Gilardoni. Ma è quasi come se non ci fossero. Niente toni alti, ma lunghe discussione tecniche. Del resto di carne al fuoco ce n’è abbastanza: nuovo piano industriale, decisione se rimanere in house oppure no, statuto. Insomma il futuro della società e dell’inceneritore in tre punti. E sui quali capirci qualcosa non è stato certo semplice. La materia del resto è complessa e viene analizzata e discussa per oltre 4 ore.

Decisioni prese e decisioni rinviate

La decisione che tutti si aspettavano venisse presa oggi, in un senso o nell’altro, viene congelata. Per sapere ufficialmente se impianto e società dovranno andare avanti fino al 2027 bisognerà, infatti, attendere ancora un mese. Tempo utile ai sindaci di portare e far approvare il piano industriale presentato oggi dal consiglio di amministrazione nei vari consigli comunali. Dopo di che si torna in assemblea per prendere una decisione che, stando agli intenti, dovrebbe alla fine passare.

L’assemblea dei soci si è invece espressa sulla questione dell’in house o non in house della società. E tra le due vie, la scelta è stata quella di rispettare alla lettera la legge Madia sulle partecipate. Ovvero società in house, ma con deroga. E qui la questione si fa tecnica. Ma si può semplificare dicendo che Accam, avendo scelto la “formula” dell’in house e non potendo ancora soddisfare il parametro del fatturato dei soci che dovrebbe essere dell’80 percento, può però ricevere rifiuti da soggetti terzi. L’obbligo però è quello di rispettare (e ci sono) una serie di parametri quali: il fatturato dei soci dovrà essere preponderante (e lo è, al momento l’asticella tocca il 65%), dovrà comunque svolgere un servizio di interesse pubblico, dovrà avere come obiettivo quello di applicare tariffe calmierate per il conferimento e avere uno statuto in linea con quanto previsto dalla legge. Statuto che è stato approvato proprio oggi in assemblea. Che non cambia rispetto a quello che Busto ha già fatto “vidimare” dal consiglio qualche mese fa.

Le dichiarazioni

Non è né deluso né arrabbiato il sindaco di Busto Emanuele Antonelli per l’ulteriore rinvio. Anzi è moderatamente soddisfatto. «Sapevo che sarebbe stata un’assemblea difficile e complicata. Ora abbiamo un mese di tempo per arrivare all’approvazione del rinvio al 2027. Il cda però sa che ora può lavorare come se ci fosse la continuità». Insomma il 2027, dopo l’assemblea di oggi, è molto di più di una semplice ipotesi. E la conferma arriva dal sindaco di Gallarate Andrea Cassani: «Oggi abbiamo preso l’importante decisione sulla società in house e l’assemblea ha lasciato intendere che si andrà verso il 2027». Soddisfatta Laura Bordonaro, presidente del consiglio di amministrazione di Accam: «Prendo atto della positiva determinazione di andare verso l’adozione definitiva del nuovo piano industriale».

 

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