Agesp Ambiente a Pinto: «Non c’è incuria in centro a Busto. Ma parliamone»

Francesco Pinto (a sinistra) e il presidente di Agesp Ambiente Francesco Iadonisi

BUSTO ARSIZIO – Incuria in centro? La versione di Agesp Ambiente. Che smentisce, o sarebbe meglio dire mostra da una diversa angolazione, le considerazioni di “Mr Yamamay” Francesco Pinto in seguito ad una sua passeggiata serale in via Cardinal Tosi. «Siamo disponibili a incontrarlo nei nostri uffici – annunciano il presidente Francesco Iadonisi e il direttore generale Gianfranco Carraro – per approfondire i temi sollevati e confrontarci in modo costruttivo sulla base di dati, procedure e fatti oggettivi».

Le risposte

L’obiettivo della nota inviata dalla società partecipata dei rifiuti è di «distinguere tra una narrazione efficace sul piano suggestivo e la realtà operativa», che è un modo molto diplomatico per controbattere punto su punto alla descrizione – certamente romanzata e iperbolica – fatta dal manager e co-fondatore di Yamamay nei giorni scorsi sulle bacheche social bustocche. I cumuli di spazzatura? «Era un servizio pubblico in pieno svolgimento, i sacchi erano esposti secondo il calendario e gli orari stabiliti» scrivono i vertici di Agesp Ambiente. Le scie oleose dei mezzi del ritiro dei rifiuti? «Un episodio sporadico. Subito ripulite». E ancora, sulle strade trascurate: «Via Cardinal Tosi e le altre principali vie del centro sono interessate quotidianamente da attività di spazzamento sia manuale sia meccanizzato» chiariscono Iadonisi e Carraro, pur consapevoli che «il decoro urbano è il risultato dell’incontro tra la qualità dei servizi erogati e il rispetto delle regole da parte della collettività». E quindi non sempre la città apparirà splendente. Di qui l’invito a parlarne a quattr’occhi.

La nota di Agesp Ambiente

In riscontro all’articolo pubblicato su Malpensa 24 “Torna Mr Yamamay contro l’incuria in centro a Busto: «Più presidio e pulizia»”, si riporta una dichiarazione congiunta del Presidente, Francesco Iadonisi, e del Direttore Generale, Gianfranco Carraro, di AGESP Ambiente per il Territorio S.r.l.:

«Accogliamo sempre con favore l’attenzione che cittadini e organi di informazione dedicano al decoro urbano. Il confronto è parte integrante di un servizio pubblico e le osservazioni, quando fondate su elementi oggettivi, rappresentano uno stimolo prezioso per continuare a migliorare. Proprio per questo riteniamo opportuno fornire, sulle tematiche di nostra competenza, alcune precisazioni rispetto alle considerazioni pubblicate nei giorni scorsi, affinché i lettori possano distinguere tra una narrazione efficace sul piano suggestivo e la realtà operativa di un servizio che ogni giorno coinvolge decine di operatori e migliaia di utenze.

L’articolo descrive una città “disseminata di cumuli di spazzatura maleodorante”. Un’immagine certamente d’effetto che, tuttavia, merita un chiarimento fondamentale: la passeggiata raccontata si svolge in orario serale, proprio nella fascia in cui, nella zona interessata, è previsto il conferimento dei rifiuti nell’ambito del servizio di raccolta differenziata porta a porta. È quindi del tutto normale che i sacchi siano temporaneamente esposti secondo il calendario e gli orari stabiliti. È opportuno distinguere tra ciò che costituisce il normale svolgimento di un servizio pubblico e ciò che rappresenta, invece, un comportamento irregolare. I sacchi esposti correttamente, in attesa del passaggio degli operatori, non sono rifiuti abbandonati, ma rappresentano il regolare svolgimento del servizio di raccolta. Diverso è il caso dei conferimenti effettuati fuori calendario, fuori orario o in violazione delle regole, così come dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti: situazioni che non dipendono dall’organizzazione del servizio, bensì dal comportamento di una minoranza di utenti, e che AGESP Ambiente per il Territorio è chiamata quotidianamente a gestire e rimuovere. Confondere queste due realtà significa attribuire al gestore responsabilità che non gli appartengono. Interpretare i rifiuti esposti secondo il calendario di raccolta come prova dell’incuria cittadina equivale a fotografare un servizio pubblico mentre è in corso di svolgimento e assumerlo come dimostrazione del suo mancato funzionamento. Un paradosso che, pur efficace sul piano narrativo, non trova riscontro nella realtà dei fatti.

Analoga precisazione riguarda le presunte “scie oleose” lasciate dai mezzi di raccolta. Come qualsiasi veicolo in circolazione, anche un mezzo operativo può essere interessato da un guasto improvviso; ma si tratta di un evento occasionale, non di una modalità ordinaria di svolgimento del servizio. Qualora si verifichi uno sversamento, il mezzo viene immediatamente sottoposto agli interventi tecnici necessari e l’area interessata viene prontamente ripulita. Trasformare un episodio sporadico in una caratteristica del servizio significa, ancora una volta, sostituire la generalizzazione alla realtà.

Anche la descrizione di strade trascurate non trova riscontro nell’organizzazione quotidiana dei servizi. Via Cardinal Tosi e le altre principali vie del centro sono interessate quotidianamente da attività di spazzamento sia manuale sia meccanizzato, oltre ai lavaggi programmati. Si tratta di interventi regolari, svolti con continuità da personale che opera ogni giorno sul territorio.

Naturalmente nessun servizio di igiene urbana, per quanto efficiente, può garantire che una strada rimanga immutata per l’intero arco della giornata. Il decoro urbano è infatti il risultato dell’incontro tra la qualità dei servizi erogati e il rispetto delle regole da parte della collettività. Quando quest’ultimo viene meno, gli operatori intervengono nuovamente, ma non possono sostituirsi al senso civico che ciascun cittadino è chiamato a dimostrare. Come anticipato in apertura, la critica è sempre legittima e il confronto è sempre benvenuto.

Per questo confermiamo la nostra piena disponibilità a incontrare l’autore dell’articolo presso i nostri uffici, per approfondire i temi sollevati e confrontarci in modo costruttivo sulla base di dati, procedure e fatti oggettivi. In ogni caso, AGESP Ambiente per il Territorio continuerà, come sempre, a garantire i servizi erogati in un’ottica di costante miglioramento, monitorandone i risultati e rimanendo disponibile ad accogliere osservazioni, segnalazioni e proposte costruttive. Perché il decoro di una città non si costruisce con gli slogan, ma con il lavoro quotidiano, il rispetto delle regole e la collaborazione di tutti».

Torna Mr Yamamay contro l’incuria in centro a Busto: «Più presidio e pulizia»

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