Al via un Giro di Svizzera che promette spettacolo

ciclismo giro svizzera

Per prestigio, fascino, lunghezza e durezza, il Giro di Svizzera si è guadagnato con gli anni l’appellativo di “Quarto Grande Giro”. La concorrenza con il Giro del Delfinato l’ha un po’ ridimensionata dal punto di vista della qualità dei partenti, ma la corsa elvetica, che quest’anno si corre dal 9 al 16 giugno, rimane uno dei migliori avvicinamenti possibili al Tour de France.

Se il Delfinato per gli italiani è stregato, il Giro di Svizzera non lo è affatto, visto che dal 1933 ad oggi gli azzurri l’hanno vinto ben 19 volte e sono secondi solo ai padroni di casa, che si sono imposti per 23 volte. Con 4 vittorie negli anni ’50, Pasquale Fornara detiene inoltre il record di successi, ma c’è da sottolineare che nel nuovo millennio nessun italiano ha mai vinto. Francesco Casagrande, nel 1999, è stato l’ultimo a prendersi la maglia gialla, mentre Damiano Caruso, 2° nel 2017, è stato l’ultimo a salire sul podio.

IL PERCORSO

Quest’anno si parte dal… Liechtenstein! Sarà infatti la capitale Vaduz a dare il via alle danze con una breve cronometro di 4,8 km, completamente pianeggiante, che sarà utile ad assegnare la prima maglia di leader. Il giorno dopo si ripartirà da Vaduz e si tornerà in Svizzera, con arrivo previsto a Regensdorf dopo 177,3 km. Nel finale attenzione al Regensberg (2,2 km al 7,7%), che andrà superato a 10 km dall’arrivo e potrebbe mettere in difficoltà alcuni uomini veloci. 

La terza tappa è per scattisti, da Steinmaur a Rüschlikon per 161,7 km. Gli ultimi 35 km sono un saliscendi continuo, pur senza strappi micidiali, e di difficile interpretazione, con gli 800 metri finali che portano all’arrivo che salgono costantemente al 7-8%. La prima vera spallata alla classifica generale la darà la quarta tappa, la Rüschlikon – Passo San Gottardo di 171 km. La salita finale è un classico di questa corsa: sono 21,1 km al 5,6%, non durissima ma veramente lunga, con arrivo posto sopra i duemila metri di altitudine. 

Verosimilmente, però, farà ancora più danni la quinta tappa, la Ambrì – Carì di 148,6 km. Dopo un inizio intenso con le salite di Altanca (5 km al 9%) e Carì (9,6 km all’8,2%), si passerà sotto il traguardo e poi, dopo 90 km relativamente tranquilli, ci sarà un nuovo arrivo in salita a Carì, dal versante opposto rispetto a quello affrontato in apertura. Sono 11,5 km di salita all’8%, destinati a fare più di qualche differenza. I corridori, però, non avranno più spazio per rifiatare, perché la sesta tappa, da Locarno a Blatten per 151,4 km, mette sul piatto un altro difficile arrivo in salita. A meno di 60 km dall’arrivo si arriva ai 2500 metri di altitudine del Nufenenpass (13,7 km al 7,9%), e poi l’arrivo in salita è di quelli tosti, verso Blatten, con 6,9 km di scalata al 9,3%

Se le tre tappe precedenti ancora non avessero dato indicazioni su chi possa vincere il Giro di Svizzera, c’è la tappa del Col de la Croix a venire in soccorso. Partenza e arrivo della sesta tappa sono a Villars-sur-Ollon, località a 4 km dalla vetta del famoso colle. Si parte quindi in salita per arrivare in cima (4 km all’8,7%), dopodiché i corridori affronteranno nuovamente per intero il Col de la Croix  (17,1 km al 7,1%) e poi, dopo la discesa, ancora, parzialmente, fino all’arrivo di Villars-sur-Ollon (8,6 km all’8%). Saranno 118,2 km a dir poco esplosivi. Il punto esclamativo sulla corsa lo metterà però la cronometro finale. Pianeggiante? Macché, in salita pure questa, ancora sulle pendici del Col de la Croix. Da Aigle si va a Villars-sur-Ollon per 15,7 km: dopo i primi 5 km pianeggianti, si comincia a salire per 10,2 km di scalata all’8% di pendenza media. Per gli scalatori, nelle ultime 5 tappe, sarà come essere al parco divertimenti. 

FAVORITI

L’edizione del 2023 è vivida nei ricordi degli appassionati più che altro per la tragica scomparsa di Gino Mäder, che anche quest’anno verrà ricordato e celebrato a dovere. L’anno scorso alla fine vinse Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), che batté con scaltrezza Ayuso e Evenepoel. Il danese ci sarà anche quest’anno col n°1 sulle spalle e ha tutte le carte in regola per provare a ripetersi.

L’assenza degli extraterrestri dà una buona chance a diversi corridori, a partire dal sempre più convincente Lenny Martinez (Groupama-FDJ), ma anche Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Enric Mas (Movistar), Adam Yates (UAE Team Emirates) e João Almeida (UAE Team Emirates). Dopo il costante e incoraggiante inizio di stagione, l’avvicinamento al Tour di Egan Bernal (Ineos Grenadiers) passa da qui, e chissà che non riesca anche a piazzare una zampata viste le tante tappe adatte alle sue caratteristiche.

Si rivedono poi Cian Uijtdebroeks (Team Visma | Lease a Bike), dopo il ritiro al Giro, e Maxim Van Gils (Lotto Dstny), reduce da un inizio di stagione straordinario che però lo ha visto impegnato solo in classiche di un giorno. In ottica classifica generale andranno poi tenuti d’occhio Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels), Sergio Higuita, Emanuel Buchmann (Bora-hansgrohe), Wout Poels (Bahrain Victorious), Ion Izagirre (Cofidis), Nairo Quintana e Einer Rubio (Movistar), Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), che su queste strade lo scorso anno si consacrò, Tom Pidcock (Ineos Grenadiers), William Junior Lecerf (Soudal-QuickStep), Alexey Lutsenko (Astana Qazaqstan), Wilco Kelderman (Team Visma | Lease a Bike), George Bennett e Stephen Williams (Israel-PremierTech) e Yannis Voisard (Tudor).

Tra i corridori veloci, invece, attenzione all’eclettico Thibau Nys (Lidl-Trek), a Mark Cavendish (Astana Qazaqstan), Arnaud Démare (Arkéa-B&B Hotels), Jordi Meeus (Bora-hansgrohe), Bryan Coquard (Cofidis), Marijn Van den Berg (EF Education-EasyPost), Tobias Lund Andresen (dsm-firmenich PostNL), Michael Matthews (Jayco AlUla), Pascal Ackermann (Israel-PremierTech) e Arnaud De Lie (Lotto Dstny). 

Per gli italiani si prospetta una corsa da comprimari, ma chissà che con qualche fuga possa venire fuori qualcosa di interessante. Attenzione quindi a Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Nicola Conci (Alpecin-Deceuninck), Samuele Battistella e Simone Velasco (Astana Qazaqstan), Fausto Masnada (Soudal-QuickStep) e Gianluca Brambilla (Q36.5).

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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