ALBIZZATE – L’oro olimpico è appeso al collo, lo mostra alla sua Albizzate mentre un fragoroso applauso l’accompagna. Sullo sfondo, le note che meglio celebrano questo traguardo sportivo: We are the champions, storico brano dei Queen. Caterina Bosetti, stella dell’Italvolley e reduce da Giochi di Parigi dove con le sue compagne di squadra si è portata a casa «il sogno di una vita», è stata accolta così oggi – 26 agosto – dalla sua comunità. Con l’unico desiderio di godersi il momento di festa organizzato dall’amministrazione comunale per celebrare la giovane schiacciatrice. Un momento sintetizzato in due parole: «È bellissimo». E, per l’occasione, le è stato consegnato anche il Premio Padelatt.

Oro, emozioni e pallavolo
A fare gli onori di casa è stato il sindaco Mirko Zorzo, insieme alla sua vice Eliana Brusa e all’assessore Federico Maggio. Presenti anche il ministro Giancarlo Giorgetti e il consigliere regionale Emanuele Monti. Oltre alla vicesindaco di Jerago con Orago, Maria Giovanna Buzzetti, e alla presidente dell’associazione Caos, Adele Patrini.
Caterina è arrivata con un sorriso stampato in volto, un misto tra orgoglio – una parola che è comparsa a più riprese, ripetuta da molti – ed emozione. E una grande dose di umiltà, che l’hanno resa disponibile agli autografi e alle foto di rito con i fan. «Non mi aspettavo di ricevere questa festa», ha raccontato ai giornalisti che l’attendevano nel cortile del municipio. «Qui sono cresciuta, ho fatto le scuole e ho molti ricordi. E ho mantenuto anche qualche amicizia, non facile quando vai via presto», è il commento. Quell’oro al collo è il simbolo del suo percorso sportivo, che comincia nella scuola dell’Amatori Atletica Orago e sfocia – per ora – nel «momento che aspettavo da una vita». Già domani partirà per la Turchia, dove l’attende una nuova avventura: «Qui in Italia si stanno presentando molte opportunità, purtroppo dovrò mancare a questi appuntamenti. Ma adesso mi concentro sul futuro. Poi vedremo».

La strada verso la vittoria
La banda cittadini c’è. Il pubblico, anche. Sul palco, un breve confronto con i giornalisti delle testate locali. Dove si parla di tutto. Si parla della squadra e dei rapporti con le compagne («Il gruppo era ben coeso, abbiamo attraversato mille difficoltà e fallimenti che ci hanno reso più affiatate e convinte»). Si parla della vittoria e del lavoro che c’è alle spalle di ogni match («Abbiamo vissuto l’avventura giorno per giorno, senza essere ossessionati dalla medaglia: in questo modo siamo arrivate alle partite rilassate»). Si parla della famiglia, dove si respira pallavolo («Mi ha aiutato a crescere sportivamente. Ma è stato tutto naturale, ognuno di noi ha fatto le sue scelte e non ci sono state forzature»). Fino al ricordo dei primi passi sul campo da gioco. («Qui c’è la mia infanzia, è parte della mia crescita sportiva. Sono istanti che ci si porta dietro»).

Il Padelatt a Caterina
Al sindaco Zorzo il compito di chiudere il momento istituzionale, prima di dare il via al buffet e al momento dedicato agli autografi e alle foto. «Mi trovavo in Basilicata quando abbiamo vinto. E con orgoglio, in dialetto, ho detto a tutti che quella ragazza è una mia concittadina». Applauso. Poi ha premiato la schiacciatrice della nazionale con il massimo riconoscimento cittadino, il Padelatt, per «aver conquistato l’oro olimpico con passione, dedizione e sacrificio». Ed è di nuovo applauso. Mentre, alle sue spalle, c’è ancora quel cartellone che raccoglie tutta la gioia di un intero paese. Recita: «Grazie Caterina».
Albizzate in delirio per l’oro olimpico di Caterina Bosetti. Festa in Comune
