Ambulanti Fiva in piazza a Roma: 4000 addetti a rischio in provincia di Varese

Rodolfo Calzavara

VARESE – Ambulanti in piazza a Roma, la “chiamata” di Fiva provincia di Varese: «Tutti davanti al Ministero per salvare il nostro lavoro». Nel mirino dell’associazione di categoria c’è il rinnovo delle convenzioni, che potrebbero scadere a fine 2027. Il presidente Rodolfo Calzavara: «Nel Varesotto a rischio 1.200 attività e 4.000 addetti».

La mobilitazione

Parlano di «un’ombra inquietante che si staglia sul futuro del commercio su aree pubbliche» gli ambulanti della FIVA: le concessioni che garantiscono il loro lavoro potrebbero svanire entro il 31 dicembre 2027. Ed è per questo che la Federazione Italiana Venditori Ambulanti Confcommercio, lancia anche in provincia di Varese un accorato appello alla mobilitazione. La chiamata è per i venditori su aree pubbliche: mercoledì 29 o giovedì 30 gennaio 2025 (la data esatta sarà presto definita) tutti a Roma, davanti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo? «Far sentire la nostra voce contro un rischio che, se concretizzato, potrebbe mettere in ginocchio migliaia di famiglie».

Le preoccupazioni

Rodolfo Calzavara, presidente provinciale degli ambulanti di Confcommercio, non usa mezzi termini: «La posta in gioco è troppo alta. Non possiamo accettare che le concessioni già rinnovate vengano cancellate. Questo significherebbe distruggere la nostra professione e il sostentamento di tantissime famiglie italiane. Solo uniti possiamo far sentire la nostra voce e cambiare le cose». L’appello è chiaro: «Non mancate. Roma ci aspetta per scrivere insieme il futuro del commercio ambulante italiano». Con le sue 140.000 aziende e i suoi 250.000 lavoratori, il settore del commercio ambulante rischia di essere travolto da una normativa che non tiene conto delle specificità di chi ogni giorno animano mercati, piazze e strade.

Nel Varesotto quasi 4mila lavoratori

Il Varesotto, con i suoi oltre 1.200 operatori e quasi 4.000 lavoratori, vanta una lunga tradizione di commercio ambulante, con 120 mercati settimanali distribuiti in 79 aree mercato. «Questi numeri dimostrano quanto il nostro lavoro sia fondamentale per il tessuto economico locale e nazionale», rimarca Calzavara. «Ma non solo: i nostri sono luoghi di incontro, un simbolo di tradizione e storicità. Difenderli significa proteggere una parte importante dell’identità collettiva locale, provinciale, regionale e nazionale».

Rischio procedura d’infrazione

L’Italia si trascina da anni una scadenza che non è mai stata regolata secondo i principi europei. Adesso però il problema deve essere definitivamente risolto, anche per evitare un’altra procedura d’infrazione. Il nodo principale è legato al fatto che entro il 2032 dovranno essere riassegnate tutte le concessioni, ma il Governo ha deciso di anticipare i tempi: al 2027. Tra due anni, dunque, saranno indette le gare. Dura la posizione del presidente nazionale di Fiva, Giacomo Errico: «Il Governo ci ha detto a denti stretti che nel 2027 tutte le concessioni rinnovate in vigenza di legge saranno delegate attraverso un bando. Una persona che ha fatto un investimento sapendo di avere un orizzonte fino al 2032 ora vede arrivare il ministero che cancella tutto. È inaccettabile».

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