La delusione di Arcigay Varese: «Su 136 Comuni solo 9 patrocinano il Pride»

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L'edizione 2024 del Varese Pride

VARESE – Dopo le polemiche per la mozione ritirata in consiglio provinciale si torna a parlare del Varese Pride, in programma il prossimo 19 luglio a Varese. Sono gli organizzatori di Arcigay a riaprire il dibattito, lamentando una scarsa considerazione da parte delle amministrazioni comunali.

Delusione per i patrocini

«Arcigay Varese – si legge in una nota dell’associazione – ha richiesto il patrocinio a tutti i 136 Comuni della Provincia: solo 9 hanno concesso il patrocinio, 2 lo hanno negato e ben 125 Comuni non hanno risposto. Un silenzio che pesa: non rispondere non è mai neutro, soprattutto quando si parla di diritti civili. La mancanza di una posizione ufficiale rischia di contribuire alla marginalizzazione della comunità Lgbtqia+». Il commento di Arcigay è stato diffuso in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, che si celebra oggi, sabato 17 maggio. Comunicati anche i dati aggiornati del Centro Arcobaleno, servizio antidiscriminazione attivo a Varese dal maggio 2022. Negli ultimi 12 mesi il centro ha gestito oltre 400 contatti, svolto 146 colloqui di accoglienza, preso in carico 137 persone e realizzato 253 incontri individuali.

Ascolto e sostegno

Numeri che evidenziano una crescita significativa rispetto al primo anno e mezzo di attività (circa 200 persone supportate). Gran parte delle richieste provengono da persone trans e non binarie, spesso in condizioni di isolamento sociale, rifiuto familiare o discriminazione lavorativa. Per molte di loro il centro è l’unico spazio sicuro e accogliente. È stato anche attivato un gruppo di socialità protetto, pensato per offrire sostegno informale e ridurre il senso di solitudine. Il 94% delle persone seguite ha espresso soddisfazione per la qualità dell’ascolto e del supporto ricevuto. «Il Centro Arcobaleno è oggi più che mai uno spazio necessario. Non possiamo permetterci che le persone Lgbtqia+ vengano lasciate sole. L’ascolto, la cura e la competenza devono essere garantiti sempre, non solo nei momenti di emergenza», commenta Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese.

Le azioni di Arcigay

Per contrastare il fenomeno dell’omofobia, della bifobia e della transfobia sono stati attivati percorsi di formazione e confronto con gli enti locali delle province di Varese e Como ed è stato possibile raggiungere circa 300 persone tra studenti, insegnanti, personale scolastico e genitori attraverso interventi educativi e attività di prevenzione contro il bullismo e le discriminazioni. Un risultato concreto di questo lavoro è stata l’adesione della Provincia di Varese a “Ready”, rete nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate sui temi dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere: la prima provincia lombarda a farlo. «Un segnale importante, che dimostra apertura e disponibilità al dialogo», dicono da Arcigay. Ma in consiglio la mozione sul Pride non è stata nemmeno discussa. Nei prossimi mesi seguiranno altre iniziative da parte di Arcigay Varese: una campagna pubblica contro le discriminazioni, un vademecum di buone pratiche per i Comuni e un report interprovinciale sui diritti Lgbtqia+ nei territori di Varese e Como.

Il Varese Pride slitta al 19 luglio. «Per un evento più partecipato e inclusivo»

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