ARSAGO SEPRIO – Un mondo nascosto, che ancora respira sotto gli edifici e le costruzioni moderne. Arsago Seprio va riscoperta ogni volta e ogni volta offre un pezzo della sua storia sepolta da millenni. L’ultimo lavoro, che ha visto impegnati studiosi e Soprintendenza, si è svolto fra le vie Raffaello Sanzio e Rivazza, al confine con il quartiere di Mezzana a Somma Lombardo. Operazione che riportato alla luce resti romani – murature, ceramiche e un canale – che risalgono al primo secolo avanti Cristo.
Gli scavi
Gli scavi, che si sono chiusi ieri 9 gennaio, sono stati effettuati dalla ditta Ra.Ga. di Paul Blockley. La funzionaria Daniela Locatelli – segue l’archeologia in provincia di Varese per la Soprintendenza – che ha affidato l’indagine in un campo per la maggior parte a prato. Lo racconta Cristiano Brandolini, archeologo e conservatore del museo di Arsago: «Si è deciso di procedere perché qualche anno fa, quando è stata fatta la fognatura in via Sanzio, erano emersi resti interessanti», dice. Il riferimento va a un acciottolato, «pertinente a una strada». Ma anche un «angolo in muratura di un edificio». Mentre, anni prima, «nell’area adiacente allo scavo avevamo trovato una cisterna di epoca romana per la raccolta di acqua: già allora c’era il dubbio che ci fosse anche un edificio». Da lì, il desiderio – e la curiosità – di proseguire con il lavoro.

Il mondo nascosto di Arsago
Con il cantiere della fognatura sono emersi altri aspetti «interessanti» e la Soprintendenza ha ottenuto un finanziamento dal ministero per procedere con l’indagine: «Qualcosa sta iniziando a uscire». Lo scavo è stato ricoperto, «poi si valuterà la ripresa del lavoro», prosegue Brandolini. «È stata fatta una serie di saggi e alcuni di questi hanno presentato dati interessanti». Probabilmente, dice, «passava un canale che raccoglieva acqua». Oltre a «resti di murature e molta ceramica». Tutto è databile al «periodo della romanizzazione».
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