Asst Valle Olona, tra ospedale unico e carenza di personale. Parla il nuovo dg

asst valle olona bianchi
Daniela Bianchi, nuovo dg dell'Asst Valle Olona

BUSTO ARSIZIO Daniela Bianchi, 59 anni, neo direttore generale dell’Asst della Valle Olona. Quattro ospedali di riferimento – Busto Arsizio, Gallarate, Saronno, Somma Lombardo – una sfida e una mole di problemi aperti. Con quale spirito li affronta?
“Sono consapevole del momento storico che sta attraversando la sanità. Sono realista, ma non posso nascondere il mio entusiasmo per il nuovo incarico. Detto questo, credo molto nel servizio pubblico. A Busto e negli altri ospedali proverò a rivedere, per migliorarlo, il modello organizzativo, nel tentativo di migliorare anche l’offerta curativa per i cittadini”.

Gli organici di medici e paramedici sono sottodimensionati. Non le riveliamo nulla di nuovo, vero?
“La carenza di professionisti c’è, e si sente. Proprio questa mattina (3 gennaio, ndr) ho incontrato i primari di Saronno. Sono professionisti seri, che vogliono giustamente investire sul personale. Anche se, purtroppo, si è invertito il paradigma”.

Cioè?
“Prima erano i medici che chiedevano l’assunzione nelle Asst, oggi sono le Asst che devono cercarli per assumerli”.

Discorso dell’attrattività, che forse l’Asst locale ha perduto. Dottoressa Bianchi, ci sbagliamo?
“I professionisti scelgono in base a progetti specifici anche su di loro, valutano le tecnologie che qualificano le strutture sanitarie. Pensano a un futuro di crescita. Personalmente credo molto nelle persone, medici e infermieri ce la mettono tutta nel loro lavoro. Ne sono sicura”.

Infatti, la sanità in Svizzera fa affidamento anche su di loro. Molti lavorano già oltreconfine.
“La sfida che mi attende è riuscire a trattenerli”.

Magari con l’ospedale nuovo, quando ci sarà. E’ così?
“La futura struttura potrà razionalizzare tutti i processi. E convincere i professionisti della sua attrattività. Ho vissuto in prima persona la differenza di lavorare in un ospedale vecchio rispetto a uno nuovo. L’esperienza di Legnano, dove sono stata direttore amministrativo prima di approdare al San Paolo e Carlo di Milano, è significativa”.

Ci sono molte spinte contrarie sul territorio per la realizzazione dell’ospedale unico Busto-Gallarate.
“Immagino, ma oramai la macchina è avviata. Credo che si cambierà idea una volta che sarà in funzione il nuovo ospedale”.

E fino a quel momento, tra sette, otto anni, se tutto andrà bene, quali sono le linee guida?
“Si manterranno i due presidi, cercando comunque di razionalizzare i servizi per evitare doppioni e non disperdere risorse”.

A Gallarate alcuni reparti sono già stati smantellati. Giusto così?
“Ritorna il tema della razionalizzazione dei servizi, di come unificare i moduli, del modello organizzativo da attuare. L’obiettivo è riuscire a soddisfare le legittime aspettative dei pazienti”.

Liste d’attesa e affollamento dei pronto soccorso, due gravi emergenze irrisolte. Soluzioni?
“Però non riguardano soltanto la nostra Asst. Regione Lombardia sta operando proprio nella direzione di limitare le attese e, allargando l’offerta sanitaria al territorio, di evitare che tutti prendano d’assalto i pronto soccorso”.

Sanità territoriale: le case e gli ospedali di comunità tardano a decollare.
“A Saronno la casa di comunità funziona oramai a pieno regime, e in stretta collaborazione con l’ospedale. Nei prossimi giorni visiterò tutte le altre. Domani (giovedì 4 gennaio, ndr) sarò a Gallarate dove mi incontrerò anche con i primari”.

La sua Asst ospiterà la nuova cittadella delle emergenze/urgenze al Casermone di Gallarate. Un altro intervento di importanza regionale. E un problema in più.
“Si tratta di un progetto che gestisce Areu, la futura struttura sorgerà sul nostro territorio ma non è di nostra specifica competenza”.

asst valle olona bianchi – MALPENSA24