MILANO – Ha ucciso la compagna e poi voleva prendere un volo per Lisbona. Queste le motivazioni che hanno spinto il Gip di Milano a convalidare l’arresto e disporre la custodia cautelare in carcere per Pablo Heriberto Gonzales Riva, 48 anni, accusato di aver strangolato la compagna Jhoanna Nataly Quintanilla e di aver gettato il suo cadavere in un campo a Milano, dopo averlo chiuso in un borsone. Questa mattina, 11 febbraio, nell’appartamento della coppia, sono iniziati gli accertamenti del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Milano.
Secondo il Tribunale meneghino, l’uomo ha agito lucidamente per sbarazzarsi del corpo, e la tesi del “gioco erotico finito male” non reggerebbe. Per tale ragione, oltre alla decisione di tenerlo in carcere per paura che potesse inquinare le prove o fuggire a El Salvador, passando per Lisbona, per raggiungere la sua famiglia, gli inquirenti hanno disposto una serie di accertamenti nell’appartamento della coppia a Cassano D’Adda, per ricostruire nel dettaglio le fasi del delitto. All’alba di oggi i militari della Sezione Rilievi del Comando Provinciale di Milano e gli investigatori del Nucleo Investigativo, sono entrati nell’appartamento dove la vittima e il suo assassino vivevano, alla ricerca di tracce. Contestualmente sono riprese le ricerche dei carabinieri, unitamente ai Vigili del Fuoco con un drone, nelle aree verdi e campestri tra Cassano D’Adda e Inzago, per riuscire ad individuare il borsone contenente il corpo di Nataly.
Il delitto
Il 31 gennaio scorso il 48 enne si era presentato dai carabinieri per sporgere denuncia per la scomparsa della donna, baby sitter di 40 anni, a una settimana da un presunto suo allontanamento volontario e che sarebbe avvenuto nel cuore della notte. La sua versione, da subito risultata contraddittoria, ha però spinto gli investigatori ad indagare immediatamente. Dalle telecamere di videosorveglianza della zona attorno all’abitazione della coppia, sono emersi diversi frame nei quali l’unica persona ad essere rimasta immortalata è stato proprio Gonzales, mentre trascinava un borsone. La tempistica restituita dalle immagini, ha spinto gli inquirenti a ricostruire tutti gli spostamenti dell’uomo.
Infine il 48enne è crollato, dicendo di averle spezzato il collo durante un gioco erotico, ma la sua tesi non sarebbe risultata credibile, anche alla luce delle sue successive azioni.
