VARESE – «Siamo l’esercito di Roberto Vannacci e stiamo crescendo in tutta Italia e anche in provincia di Varese. Ci sono anche amministratori e sindaci iscritti al nostro team. I nomi? No, non li faccio. Mantengo il segreto e rispetto la volontà di non rivelare la loro adesione. Poi, se qualcuno vuole dirlo spontaneamente, non c’è alcun problema. Anzi, un sindaco, un bravo sindaco, è un modello da seguire».
Chi parla è Stefania Bardelli, giornalista sportiva, ben introdotta nel mondo della politica nazionale e vannacciana d’acciaio. Tanto che, se i seguaci del generale si definiscono “l’esercito”, lei è a capo della “divisione” varesina intitolata ad Angelo Vidoletti. Perlomeno «la prima nata in Italia – come tiene a sottolineare – Roberto Vannacci proprio a Varese ha lanciato la possibilità di fondare i team e il “Vidoletti”, quello che ho l’onore di aver fondato e di guidare, è stato il primo in Italia a registrarsi».
Incontriamo Stefania Bardelli in piazza Monte Grappa. È accompagnata da un volto noto della politica locale, e soprattutto della Lega: Maurilio Canton. Già sindaco di Cadrezzate e segretario provinciale del Carroccio, è ora «leghista da sempre – dice lui – e vannacciano». Ed esce una doppia intervista. La prima con Stefania Bardelli, nella quale fissa le priorità, gli obiettivi in vista delle amministrative 2027; la seconda in cui Canton prova a mettere insieme il suo dna di leghista bossiano con la nuova visione tutta patria e orgoglio italico.
Bardelli, il Mondo al Contrario con i suoi team si definisce un’associazione culturale, ma ha già l’aria di essere un partito. Quando “squarcerete” il “velo di Maya”?
«La verità è che siamo un’associazione culturale e come tale ci muoviamo. La politica la lasciamo fare ai politici. Noi ci muoviamo su temi civici».
In che senso, scusi?
«Le faccio subito un esempio concreto. Sono di Varese e guardo la mia città. Anzi, osservo quello che è uno dei miei ambiti di lavoro professionale: lo sport. Rimango allibita ogni volta che sento il sindaco Davide Galimberti dire che Varese è la città dello sport. Oltre ai grandi eventi di canottaggio vedo ben poco, e quel poco è drammatico. Penso allo stadio e al velodromo pieno di crepe, oppure a Martinenghi che per allenarsi è dovuto andare a Verona perché qui non c’è un impianto adatto».
Torniamo a quanto ha affermato sopra: «La politica ai politici». Roberto Vannacci è, a questo punto, un politico e vicesegretario di partito. Quindi?
«Quindi noi lo supportiamo. Quello che diventeremo lo vedremo strada facendo».
Prima del 2027, immaginiamo. State già lavorando per le candidature alle prossime amministrative?
«Stiamo lavorando per Varese e per riportare il centrodestra al governo della città. In un articolo di Malpensa24 avete parlato della possibilità di vedere me e Marco Bordonaro seduti al tavolo politico, per parlare dei temi della città. Ecco, io il segretario cittadino della Lega lo conosco da anni, siamo amici anche se non ci sentiamo da tempo. Ha il mio numero, se vuole riallacciare i rapporti politici sa come fare».
Insomma, niente lista Vannacci, ma esponenti del Mondo al Contrario in lista nei partiti del centrodestra. Sarà così?
«Presto per dirlo e per fare ragionamenti in tal senso. Ci saranno candidati nel centrodestra che sosterremo. Ma prima di tutto credo che si debba trovare una figura di alto profilo, che sappia unire la coalizione e abbia la forza di guidarla come candidato sindaco».
Idee in tal senso ne avete?
«Non tocca alla nostra associazione fare nomi, se è questo che mi sta chiedendo».
In questo momento, seppur in sordina, sta crescendo il consenso politico attorno al nome di Luca Marsico. Lei cosa pensa?
«Personalmente non lo conosco. Ripeto, tocca ai partiti lavorare sulla figura del candidato. Io posso garantire che Roberto Vannacci è molto attento a quel che accade a Varese, conosce i problemi della città e spesso ci sentiamo perché vuole essere aggiornato. Lui, da vicesegretario della Lega, farà sentire la sua voce. Posso già anticipare che a novembre sarà a Varese».
Prima la risottata. Anzi la “X risottata”. Bardelli, con quella X ha “vannaccizzato” anche il piatto che ha caratterizzato tante iniziative di piazza della Lega varesina. È così?
Stefania Bardelli sorride, ma non “raccoglie” la provocazione. «Appuntamento al 16 settembre. Presto daremo le coordinate della X risottata. Sarà un evento importante per il nostro team».
Maurilio Canton, politicamente, è stato forgiato nella Lega di Umberto Bossi. Epoca in cui il Senatür privilegiava un linguaggio colorito per arrivare dritto al cuore del suo popolo. E infatti, quando si parla di amministrative 2027, sintetizza in due parole l’obiettivo: «Vogliamo raddrizzare Varese».
Canton, da Bossi a Vannacci. Dal federalismo al patriottismo. È ancora leghista?
«Non sono “ancora leghista” – dice – sono sempre stato e sono leghista. Sono un militante e ora ho un vicesegretario che mi rappresenta».
Un vicesegretario lontano da tutto ciò in cui credeva Bossi, però. Cos’è cambiato?
«È cambiato tutto. La struttura del Paese. Oggi l’Italia non ha più la medesima capacità sovrana di quando la Lega voleva cambiare l’organizzazione dello Stato. E quindi prima di ridefinire il concetto di federalismo bisogna difendere i confini del nostro Paese rispetto alle “intrusioni” di un’Europa sempre più invadente e lontana».
Per questo ha scelto di aderire al movimento del generale?
«Questo è uno dei motivi. Nell’associazione Mondo al Contrario vedo lo stesso spirito del Tea Party americano, con una differenza. Noi abbiamo un leader: Roberto Vannacci».
Vannacci a Varese, dal Mondo al contrario a un mondo a parte
