Beko, l’accordo è ancora lontano. Per Cassinetta impegni per la linea del freddo

beko accordo lontano cassinetta
Sindacati in presidio davanti allo stabilimento Beko di Cassinetta

ROMA – «Ancora molti problemi da risolvere per provare a raggiungere un accordo». La presa di posizione dei sindacati dopo l’ennesimo tavolo ministeriale su Beko è indicativa della complessità di una trattativa che si annuncia ancora molto lontana dalla sua conclusione. Nell’incontro che si è svolto oggi, venerdì 14 marzo, al Mimit si è parlato anche di Cassinetta.

Impiegati, 20 esuberi in meno

Le parti sociali comunicano che sulla questione degli impiegati sono state recuperate venti postazioni nelle funzioni regionali passando da 295 a 275 esuberi, mentre sulla ricerca e sviluppo non sono stati fatti passi avanti. «Resta quindi un forte dissenso, che abbiamo chiesto sia oggetto di un intervento da parte del Governo verso la casa madre», sottolineano le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Uglm che attendono sviluppi dal prossimo incontro fissato per il 25 marzo.

Le prospettive per Cassinetta

«A Cassinetta – sottolineano i sindacati – c’è l’impegno a mantenere l’attuale assetto produttivo sul freddo, benché in futuro non si possano purtroppo escludere sovrapposizioni fra le varie gamme del gruppo, mentre sulla cottura è in studio un nuovo prodotto». Si è quindi discusso anche degli strumenti da utilizzare. «Come sindacato abbiamo chiesto di ricorrere ad ammortizzatori sociali conservativi e ad altre opzioni volontarie come il part time, nonché ad uscite incentivate finalizzate alla pensione o comunque volontarie, utili in ogni modo a scongiurare i licenziamenti unilaterali. Abbiamo ricevuto una disponibilità di principio da parte aziendale, benché sia ancora tutto da verificare il percorso effettivamente praticabile».

Il commento di Ferrara

In merito alla riunione odierna al Mimit interviene il deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara: «Cassinetta non può restare in bilico».

L’impegno dichiarato a mantenere la produzione del freddo a Cassinetta è un passo positivo, ma non basta. Il problema non è solo il presente, ma il futuro dello stabilimento e della sua centralità nella strategia industriale di Beko in Italia. Se da un lato l’azienda afferma di voler preservare l’attuale assetto produttivo, dall’altro non ha escluso possibili sovrapposizioni tra gamme di prodotti, che potrebbero ridurre progressivamente i volumi di lavoro.

Per quanto riguarda il comparto cottura, si parla di un nuovo prodotto in fase di studio, ma senza dettagli sugli investimenti e sulle reali prospettive occupazionali. Questo significa che Cassinetta non ha ancora una chiara strategia di sviluppo a lungo termine, e il rischio di nuovi tagli in futuro rimane alto.

Gli esuberi previsti sono ancora 350, un numero che rappresenta un duro colpo per i lavoratori e per il territorio. Non possiamo accettare che la “riduzione del danno” diventi la strategia principale del governo e dell’azienda: il lavoro va difeso, non solo gestito nella sua contrazione.

Beko, la rabbia dei sindacati: «600 esuberi nella ricerca mentre si assume in Turchia»

beko accordo lontano cassinetta – MALPENSA24

Visited 319 times, 1 visit(s) today