Beko, la fabbrica di Cassinetta si ferma. Lavoratori in presidio davanti ai cancelli

BIANDRONNO – Dalle 6 di questa mattina, venerdì 8 novembre, tutto il sito Beko Europe di Cassinetta è fermo. All’indomani dell’incontro al Ministero a Roma che non ha dato le risposte sperate e anzi ha aperto scenari futuri preoccupanti per lo stabilimento di Biandronno i lavoratori si sono mobilitati con un presidio (nel video qui sotto immagini e interviste). Piazzale pieno di lavoratori e camion fermi in colonna con la coda che in un primo momento si è allungata fino alla provinciale del lago.

Assemblee e presidio

Questa mattina sono state svolte alcune assemblee informative con cui i sindacati hanno aggiornato i lavoratori in merito alle comunicazioni giunte ieri dalla proprietà al tavolo ministeriale. «Dopo aver raccontato quanto successo negli incontri abbiamo deciso di spostare i lavoratori fuori per una protesta ai cancelli del sito», spiega Tiziano Franceschetti, rsu della Fim Cisl. Il presidio si è svolto in mattinata all’ingresso della fabbrica con i lavoratori del primo turno e sarà replicato nel pomeriggio con gli addetti del turno successivo. A preoccupare i lavoratori sono le notizie di possibili ridimensionamenti del settore del freddo (produzione di frigoriferi), che a Cassinetta impiega 900 persone. Prospettive migliori invece per il caldo (microonde, forni e piani cottura), anche se eventuali riduzioni sulla parte refrigerazione rischierebbero di mettere in ginocchio tutto il sito. Un’ipotesi da scongiurare per lavoratori e sindacati.

Le voci dei sindacati

«Stamattina c’è stata una risposta molto importante dei lavoratori che da troppo tempo sono preoccupati e ieri si aspettavano notizie diverse – commenta Gennaro Aloisio, segretario Fim Cisl dei Laghi – per noi sono importanti gli investimenti su questo sito. Un sito con le competenze e le qualità di Cassinetta non può essere disperso». La segreteria generale della Cgil di Varese Stefania Filetti ricorda come negli anni anche con Whirlpool ci sono stati diversi piani industriali cambiati. «Questo sito deve continuare ad avere una previsione produttiva importante di sviluppo, che vuol dire portare qui altre attività e altre piattaforme come in altri anni è successo. Ci sono state produzioni che sono andate via, ma grazie all’azione congiunta di Fim Fiom Uilm e dei lavoratori abbiamo sempre difeso questo posto di lavoro». Quindi Fabio Dell’Angelo, segretario Uilm Varese. «Chiediamo a tutte le autorità di continuare sull’impegno che si sono prese per i cittadini e i lavoratori: a rischio non c’è una sola fabbrica ma tutto un indotto e tante attività che vivono grazie a questa fabbrica».

Alfieri “chiama” il Governo

Davanti alla fabbrica stamattina è arrivato anche il senatore Alessandro Alfieri. «Il Governo deve essere più assertivo con la proprietà, deve chiedere risposte chiare. Non si può parlare in maniera fumosa di golden power. Dire che si chiude la linea del freddo con circa 900 persone che rischiano di rimanere a casa è qualcosa di inaudito e che non può succedere e il Governo deve battere un colpo». Quindi il sindaco di Biandronno Massimo Porotti. «Apriremo sicuramente un tavolo di confronto con Provincia, Regione Lombardia e il Ministero: ricordiamo che abbiamo il ministro Giorgetti qui a due passi che ha a cuore il nostro territorio. Quest’azienda è un bene non solo del mio comune, ma di tutta la provincia di Varese».

beko cassinetta si ferma
Il senatore Alfieri a colloquio con i sindacati davanti ai cancelli di Beko

Sciopero in vista

E nel pomeriggio è giunto l’annuncio da parte delle sigle nazionali dei metalmeccanici: proclamate quattro ore di sciopero a livello nazionale. Questa la nota del coordinamento nazionale Fim Fiom Uilm:

Il coordinamento nazionale di Beko di Fim, Fiom, Uilm proclama quattro ore di sciopero nazionale per opporsi a qualsiasi ipotesi di chiusura o di licenziamento. Lo sciopero dovrà essere articolato a livello territoriale il primo giorno utile, in base al calendario di lavoro, entro il 20 novembre. Ieri Beko al Mimit ha dichiarato di voler fare dell’Italia il centro di eccellenza del global cooking compresa la ricerca e lo sviluppo, nonché del global design, inoltre ha dichiarato di voler mantenere sia il centro ricambi di Carinaro sia alcune funzioni regionali di staff. A questa dura esposizione non è seguito però un vero piano industriale con prospettive chiare per gli stabilimenti e gli uffici italiani, ma è chiaro che implicitamente si può evincere il rischio di una chiusura delle attività e degli stabilimenti dei comparti del freddo e del lavaggio.

Per questo motivo abbiamo chiesto innanzitutto immediata chiarezza sulle intenzioni della multinazionale e abbiamo offerto la nostra disponibilità a discutere solo a condizione che si escludano chiusure di stabilimenti e licenziamenti unilaterali. Al Governo abbiamo chiesto di impedire i licenziamenti e le chiusure e i ridimensionamenti degli stabilimenti, utilizzando ogni strumento a sua disposizione compresa la golden power che chiediamo di visionare, nonché di insediare finalmente un tavolo di settore che abbia l’obiettivo di restituire competitività ad un comparto che in mancanza di politiche industriali soccomberà sotto i colpi della concorrenza internazionale. Il Governo ha ribadito la volontà di esercitare la golden power, ma a nostro avviso lo ha fatto in modo assai generico che si presta ad interpretazioni differenti.

Per questi motivi chiediamo a partire dal 20 novembre al Mimit di iniziare un confronto con Beko e con il Governo per varare un piano di rilancio e non di chiusura degli stabilimenti e delle funzioni.

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