Nuovi capannoni a Besnate, nessuno protesta? Cassani: «Lì governa il Pd»

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Andrea Cassani (Gallarate) e Gìovanni Corbo (Besnate)

GALLARATE – Due pesi e due misure. Lo aveva già fatto notare lo scorso anno il sindaco Andrea Cassani, quando gli ambientalisti del Gruppo Tanuki rimasero per settimane appesi agli alberi del boschetto che avrebbe lasciato il posto al nuovo campus scolastico di Cajello e Cascinetta mentre, a pochi chilometri di distanza, il cantiere della nuova ferrovia Gallarate-Malpensa stava creando un danno ecologico alla brughiera di Casorate Sempione cento volte (e forse anche di più) superiore. Dodici mesi dopo la storia si ripete, con gli attivisti di “Salviamo gli alberi di Gallarate” tornati alla carica insieme al Wwf. Questa volta contro il nuovo Palazzetto dello Sport, a difesa del presunto Stagno di Moriggia e dei rospi che lo popolerebbero. Nel frattempo, proprio a poca distanza dal confine comunale, nuove aree verdi potrebbe lasciare il posto a una distesa di capannoni destinati a industria e logistica. Ma qui, siamo a Besnate, tutto tace. 

Nessun rospo 

Perché? Il primo cittadino una risposta se l’è data. E ha un’evidente connotazione politica. «A Gallarate – scrive Cassani sulla sua pagina Instagram – dove costruiamo scuole e palazzetti di proprietà pubblica e con finalità pubbliche, i finti ambientalisti (ma veri comunisti) manifestano. A Besnate, al confine con Gallarate) invece un sindaco del Pd (Giovanni Corbo, ndr) vuole rendere industriale una zona verde (quindi interessi privati, seppur legittimi) e nessuno dice nulla. Nessun riccio, nessun rospo».

I capannoni di Besnate 

Lo scorso febbraio, infatti, l’ex segretario provinciale del Pd Giovanni Corbo e la sua giunta avevano dato il la alla redazione del Piano attuativo in variante al Piano di Governo del Territorio vigente, chiedendo l’avvio del procedimento di verifica di assoggettabilità alla Vas, per l’Ambito di trasformazione Tr 12. L’obiettivo: costruire dei capannoni nelle vicinanze del casello autostradale, fra la strada provinciale che porta verso Gallarate e la linea ferroviaria. Cemento al posto di aree verdi, dunque. Ma gli unici ad aver alzato la voce sono stati gli anti-malpensisti di Unicomal. Gli altri, tutti d’accordo? 

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