BIANDRONNO – Villa Borghi come centro espositivo non lascia, ma raddoppia. Dopo la permanente con i burattini del maestro Gualberto Niemen, gli spazi della storica dimora ospiteranno anche l’esposizione del Bianco lombardo, una trentina di opere del pittore gaviratese Antonio Pedretti. E l’inaugurazione avverrà a ottobre prossimo.
Esposizione o galleria?
«Esposizione», taglia corto e secco il sindaco Massimo Porotti. «Anche su questa vicenda, come su molte altre iniziative dell’amministrazione, le opposizioni buttano fumo negli occhi ai cittadini». Calma e gesso. E un passo indietro.
Il tema è stato oggetto di discussione e approvazione durante l’ultimo consiglio comunale. «Le opposizioni – continua Porotti – ci hanno chiesto chi si occuperà della vendita dei quadri. Risposta: nessuno. A Villa Borghi ci sarà un’esposizione permanente delle opere che l’artista di Gavirate donerà al Comune di Biandronno. Non so chi si sia messo in testa che quella sarà una galleria. In ogni caso è un falso».
Il progetto
E allora vediamo come cambierà Villa Borghi nelle intenzioni dell’amministrazione. «Il piano terra sarà destinato a ospitare le opere di Pedretti, mentre il primo piano sarà dedicato ai burattini di Niemen. Abbiamo iniziato un progetto di riqualificazione del Museo dei Burattini. Interventi non strutturali, ma finalizzati a rendere adeguato l’ambiente espositivo per la corretta conservazione. Non solo. È poi stato incaricato lo studio Mantica di realizzare un progetto di fattibilità prima ed esecutivo poi per riqualificare la Villa. Nel frattempo si è presentata l’occasione del Bianco Lombardo, che abbiamo approfondito visto che Pedretti ha manifestato la volontà di donare una parte delle sue opere».
La donazione
C’è poi l’intenzione, ma al momento è solo un’idea, di recuperare anche il terzo piano della dimora per ricavare spazi creativi, laboratori, per iniziative culturali. Insistiamo: “Quindi niente vendita di quadri?”. «La donazione al Comune – conclude Porotti – deve ancora essere messa a punto. Credo che in quell’occasione verranno definiti i dettagli in merito a custodia e conservazione. Dopodiche, visto che si tratta di donazione a un Ente pubblico la proprietà delle opera sarà comunale».
