Boccia: «E’ finita la campagna elettorale. Ora realismo cominciando dall’impresa»

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BUSTO ARSIZIO – Non interviene rispetto al futuro del governo, all’indomani del voto europeo che ha segnato il trionfo della Lega «chiedetelo a Salvini e Di Maio», Vincenzo Boccia, intervenuto oggi a Busto Arsizio per l’assemblea generale di Univa. Il presidente di Confindustria ribadisce invece la priorità delle imprese per il paese: infrastrutture, politiche per il lavoro, lanciando una sfida a tutta la politica italiana: «La campagna elettorale è finita: non basta più pensare ad un contratto di governo da risolvere in due o tre punti, bisogna avere una idea di Paese. Pensate il futuro, date importanza a sogni e speranze. Lavorate sulle potenzialità di questo paese, non appiattitevi sul presente».

Questo Paese si può cambiare in meglio

Il presidente di Confindustria, nel suo ultimo anno di mandato, glissa sui risultati del voto e mette il punto sul lavoro: «Lo dimostra il risultato del Movimento 5Stelle: è banale commentarlo rispetto all’aspettativa sul reddito di cittadinza, ma bisogna leggervi la richiesta, da parte di tutto il paese, di più occasioni di lavoro, a partire dal Mezzogiorno». Il vero risultato elettorale è in realtà l’astensionismo: «Il 50 per cento degli italiani non è andato a votare. Un elettore su due pensa che tanto questo Paese non cambierà mai, e questo è l’inizio del declino. Oggi qui l’industria lancia una sfida alla politica: questo Paese si può cambiare, e in meglio».

Il governo deve avere un’idea di Paese

Darsi dei grandi obiettivi, pensare proiettati in avanti non riducendosi in una sfida tra paesi europei ma tra Europa e potenze mondiali: Boccia ribadisce le linee guida della politica e il ruolo che l’industria ha nel processo di riaffermazione del Paese: «Se vogliamo avere un ruolo importante il nostro Paese deve avere un commissario europeo competente. Andare a Bruxelles e aprire trattative, cominciare a pensare al dopo Draghi parlando con la Francia. Possiamo essere protagonisti di una stagione riformista europea, sentendoci allo stesso tempo italiani orgogliosi della nostra storia e dei nostri valori». L’unione degli industriali, a Varese, sintetizza tutto questo: «Sì alla Tav, ai cantieri, alle infrastrutture fondamentali per collegarci al mondo – continua Boccia riprendendo la relazione del presidente uscente Riccardo Comerio – no all’aumento del deficit: i giovani non ce lo perdoneranno». La crescita passa dal rimettere al centro l’industria, passaggio che permette di diminuire i divari sociali: «Non c’è un tempo per risolvere le questioni sociali e un altro per far crescere il Paese: sono questioni che vanno affrontate insieme, mettendo le imprese al centro della rinascita. Noi da soli possiamo fare molto, ma non ce la faremo a far tutto. E lo stesso vale per i governi. La politica – conclude – deve lasciar perdere i contratti di governo da realizzare in due-tre punti. Deve passare ad avere una idea di Paese. La campagna elettorale è finita. Si passi al realismo».

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