Bolivia, in catamarano sulle Ande

Crociere sul Lago Titicaca a 3.800 metri di quota e un tuffo nelle calde acque vulcaniche attorno al Sajama Nevado (6.542 metri)

I vulcani andini

Ad un’ora circa di autovettura da La Paz, capitale  c’è Santiago de Huata, sulle sponde del Lago Titicaca, 3.800 metri di altitudine. Qui, nell’ambito di una iniziativa di turismo sociale lanciata dalla popolazione Yaimara locale, sono stati costruiti dei catamarani che solcano le acque dell’immenso lago andino: un formidabile paesaggio acquatico ad una altitudine considerevole, con scafi a vela per crociere giornaliere. Manco fossimo alle Maldive. Ma l’ingegno umano non ha limiti e in questo caso gioca una partita economica a sostegno delle popolazioni (povere) andine e in particolare quelle che abitano nell’area settentrionale dell’altipiano. Gli equipaggi dei catamarani sono composti da yaimara di Huata, impegnati anche nella coltivazione di prodotti agricoli per il turismo: date le rigide temperature, a 3.800 metri di quota le coltivazioni sono eseguite in serra e i prodotti sono indubbiamente a km zero.

Barche sul lago Titicaca a 3.800 metri di altitudine

I catamarani impiegati per le crociere sono stati costruiti in loco e consentono di navigare splendidamente sulle fredde acque del Titicaca, con rotte verso alcune delle località più belle del lago. Il soggiorno a Huata consente quindi di salpare giornamente per una crociera diurna oppure di alcuni giorni. Alla navigazione si aggiunge poi il trekking, fra vette di 6 mila metri. La navigazione sul Lago Titicaca, che si estende fra Bolivia e Perù per circa 190 km, è una navigazione tranquilla e in base alle stagioni consente di godere di belle giornate si sole, con clima mite, pur considerando che l’altitudine rende peculiare le condizioni climatiche sullo specchio d’acqua. E’ comunque un’esperienza molto particolare, anzi decisamente unica, trovarsi su un catamarano fra le Ande: si resta da un lato incantati, dall’altro vagamente confusi perché infrange quegli sereotipi mentali a cui siamo abituati.

L’organizzazione che gestisce i catamarani è Titicat Tours e fa capo a Victor Apaza Condori e alla parrocchia di Huata (contatti +591 71224453, mail vicopaza@hotmail.com): “La nostra piccola comunità di Huata ha deciso di impegnarsi per mostrare che a volte si possono fare cose ritenute impossibili, come godersi delle crociere a 3.800 metri di altitudine – spiega orgogliosamente Victor Apaza Condori – e questa per noi è anche una opportunità di riscatto, di mostrare le potenzialità delle nostre terre e dello spirito Yaimara”.

Le coste del Lago Titicaca

Sajama e Parque nacional

Il nostro viaggio in Bolivia prosegue. Lasciata la parte settentrionale dell’altopiano e la Cordigliera Real, di cui abbiamo narrato nel reportage “Bolivia, fra altopiano e cordigliera”, seguendo un buon percorso stradale di circa 5 ore di viaggio ci dirigiamo verso il Sajama nevado. Lungo la strada si coglie l’altro volto dell’altipiano: compatto e costellato di vulcani, coni rovesciati che si innalzano sopra i 5/6 mila metri. Il viaggio è in sé molto affascinante, ma richiede un buon mezzo di trasporto. Il Sajama nevado è una montagna sacra, situata all’interno di un grandissimo parco naturale, un perimetro tracciato sulla carta che cinge appunto la cima più alta della Bolivia (6.542 metri): il Sajama nevado è scalabile con tappe in 2 campi base, e attorno al parco ci sono altre cime vulcaniche che superano i 6mila metri.

il Sajama Nevado domina l’immenso altopiano

Il parco è un ambiente selvaggio, regno di fenicotteri rosa che dominano paludi ghiacciate, alpaca, lama, vicugne e tanti altri. Chi non vuole scalare può dedicarsi al trekking, ai grandi tour in bike, ad escursioni naturalistiche per ammirare una fauna autoctona di spiccata peculiarità che vive su questo tratto di altopiano a quota costante di 4mila metri. E anche qui gli stereotipi creano qualche corto circuito mentale, soprattutto quando la poplazione Yaimara ti invita a denudarti (non dimentichiamo che siamo a 4mila metri) e ad immergerti per un piacevolmente devastante bagno caldo, nell’acqua termale che sgorga a temperatura fissa di 36 gradi. Non usciresti più da quelle pozze d’acqua avvolgente, incastonate fra coni vulcanici innevati. E due passi dalle fonti ci sono poi i geyser e i fenomeni di vulcanesimo che ti ricordano l’origine e la formazione di queste montagne perfettamente coniche.

Una natura selvaggia domina l’altopiano
Il Sajama Nevado, 6.542 metri di altitudine

Il centro abitato principale è Sajama, un pueblo (paesino) di poche decine di case, dove ci sono alcuni piccoli alberghetti che permetto di soggiornare per pochi dollari. Qui incontriamo Marcelo Nina Osnavo, uno dei membri della comunità di Sajama, che conta una cinquantina di famiglie: “I giovani lasciano i nostri piccoli villaggi per spostarsi nella capitale o negli altri centri urbani della Bolivia – ci spiega – e quindi siamo rimasti noi, che apparteniamo a generazioni più anziane, a prenderci cura della nostra bellissima terra. Le esperienze che questa terra, tuttora selvaggia e incontaminata, offre ai visitatori sono uniche e irripetibili”. E distende il braccio per mostrarci l’infinito paesaggio andino, in un assordante silenzio a cui non siamo più (purtroppo) abituati.

Il piccolo villaggio di Sajama al tramonto

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