NOVA MILANESE – L’ha aggredita con un coltello a serramanico quando è rientrata a casa, probabilmente la aspettava, e poi ha ferito a morte la cognata intervenuta per difendere la figlia. Così Giuseppe Caputo, 62 anni, ha ucciso la cognata Giovanna Chinnici, una anno più grande, dopo aver ferito con lo stesso coltello al nipote, 28 anni, nel posteggio della palazzina marroncina all’interno della quale vive un intero nucleo familiare, nel tardo pomeriggio di ieri in via Magellano a Nova Milanese. Oggi, giovedì 24 ottobre, l’uomo verrà ascoltato dagli inquirenti per il suo interrogatorio di garanzia.
Il delitto
La tragedia si è consumata in pochi attimi, quando madre e figlia stavano facendo rientro a casa e hanno incrociato rispettivamente il marito della sorella e zio. Una discussione sciocca, presumibilmente, forse per un posto auto ma con radici decisamente più profonde, è stata la miccia della duplice aggressione. La 28enne ha e Caputo si sono trovati faccia a faccia all’ingresso della palazzina dove vivevano tutti insieme, la vittima con marito e figlia, e altre due sorelle con le rispettive famiglie, una delle quali sposata con il killer, e l’anziana madre vedova delle tre donne. Lui ha estratto la lama e le si è scagliato contro ferendola, costringendo la madre a intervenire. Giovanna si è frapposta tra la figlia e il cognato ed è finita bersaglio di diversi fendenti che non le hanno lasciato scampo. Le grida hanno attirato l’attenzione di altri componenti della famiglia, che hanno allertato il 112 e hanno fisicamente bloccato il 62enne.
Sul posto sono accorsi i carabinieri, due ambulanze e un’auto medica. La 63enne è stata stabilizzata e trasportata d’urgenza all’ospedale di Desio, dove però purtroppo è morta poco più tardi. I carabinieri hanno arrestato Caputo sul luogo del delitto, con il coltello a pochi passi dai suoi stessi piedi, per lui l’accusa è di omicidio e tentato omicidio , quest’ultima probabilmente con l’aggravante della premeditazione. Le indagini dei militari del Nucleo investigativo di Monza si concentreranno ora sulle relazioni familiari, per ricostruire quanto accaduto. Fondamentale sarà la testimonianza della 28enne, fuori pericolo ma ancora in ospedale sotto shock.
Un dato da cui iniziare, trapelato dalle mura di quella stessa palazzina, è che da tempo ormai i rapporti tra i nuclei familiari ristretti erano tesi, in particolar modo da quando la morte del “capofamiglia”, ovvero il nonno della 28enne, avrebbe decretato l’accrescere di quelle stesse tensioni, taciute e nascoste tra le pieghe dei diversi caratteri più per “rispetto” che per volontà. Da tempo infatti vi sarebbero state accese discussioni per la gestione della palazzina, dispetti di vario genere e recriminazioni costanti.
brianza uccide cognata – MALPENSA24
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