Busto, fiore all’occhiello Aias: il centro per l’autismo pronto al taglio del nastro

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BUSTO ARSIZIO – Viene definita la “casetta”, un vezzeggiativo che non deve ingannare, perché il Centro diurno di supporto all’autismo dell’Aias, che dopo tanti anni a Somma Lombardo, ha finalmente trovato “casa” in via Alba a Busto, è un punto di eccellenza. Sia a livello di infrastruttura, poiché i lavori fatti rispettano e rispondono, anche nei dettagli, i bisogni dei piccoli utenti. E ha ragione il sindaco Emanuele Antonelli quando dice che «tutta la città deve essere orgogliosa di questa realtà», capace di ascoltare e rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio. E anche il trasloco nella sua sede va in tal senso, «perché essere riusciti a realizzare questo centro significa andare incontro alle famiglie, che ora hanno risolto il problema del trasporto e ottenuto un piccolo ma significativo sollievo».

Con il nuovo (non nell’attività avviata già da qualche anno, ma nelle sede) centro, Aias compie un ulteriore grande passo. E questo importante traguardo viene riconosciuto da tutti: dall’ex assessore Miriam Arabini, perché questo è stato il suo tassello sistemato prima delle dimissioni, da Bruno Ceccuzzi, presidente dell’Aias che a questa realtà, da una vita, continua a dedicare forze e tempo, dal direttore Alessandro Valtolina e dal direttore sanitario Fabio Mairani.

L’inaugurazione

Il 15 giugno Aias Busto Arsizio inaugurerà ufficialmente, proprio a fianco della storica sede di via Alba, il Centro diurno per il “trattamento intensivo” dell’autismo. Da qualche giorno, infatti, è stata avviata questa attività dove i bambini con autismo di grado severo vengono quotidianamente accompagnati in un percorso che, entro un tempo definito di qualche anno, possono migliorare (in molti casi anche significativamente) la qualità della vita loro e delle loro famiglie. Tale percorso è strutturato sulle più recenti evoluzioni dei protocolli scientifici ed è soggetto a continui monitoraggi dell’efficacia, finalizzati al di costante miglioramento e all’arricchimento “caso dopo caso”.

Approccio all’avanguardia

L’attività svolta del centro segue un approccio di tipo psico-educativo, utilizzato in pochi altri centri della Lombardia, che attinge a molte delle metodiche attualmente considerate standard di riferimento, integrandole. E il trasferimento a Busto Arsizio di questa attività arricchisce significativamente l’offerta sociosanitaria del territorio limitrofo andando ad integrarsi con l’offerta pubblica e privata già presente e completando la stessa. I bambini che frequentano la struttura sono attualmente dieci e possono essere previsti piccoli incrementi che permettano, comunque, di mantenere l’alto rapporto numerico operatore-paziente necessario in questo tipo di struttura.

Grande lavoro di squadra

La realizzazione del centro è stata possibile grazie all’indispensabile contributo del Comune di Busto Arsizio, il quale ha messo a disposizione in comodato l’immobile dell’ex casa del custode del plesso scolastico adiacente. Ma fondamentali sono stati anche i contributi dei molti donatori: sia semplici cittadini benefattori, sia associazioni come il Leo Club di Gallarate, ma anche aziende che hanno voluto donare materiale e manodopera per l’approntamento dei locali come Mapei, AGESP Attività Strumentali, come pure il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto che ha sostenuto l’attività nel precedente Centro nell’ultimo anno.

Risorse pubbliche non più sufficienti

Il tema, cruciale, delle risorse viene messo sul tavolo da Alessandro Valtolina, direttore di Aias: «Oggi i fondi regionali non sono più sufficienti. E l’auspicio è che la Regione affronti la questione in tempi brevi. In 50 anni di attività abbiamo dato vita a un’eccellenza che oggi risponde alle esigenze di 800 utenti in carico e più di 1.000 accessi all’anno anche solo per una visita. Per auspichiamo tale processo di stabilizzazione possa completarsi e contribuire, seppur in parte, alla maggior continuità e consistenza delle risorse di provenienza pubblica a disposizione, oggi purtroppo sempre largamente insufficienti per far fronte alle crescenti domande di prestazioni che pervengono all’associazione sui molteplici fronti in cui opera».

La rete cresce

Nell’ottica della collaborazione con l’associazionismo locale, Aias Busto Arsizio ha poi avviato quest’anno per la prima volta un progetto con Unitalsi sottosezione di Busto Arsizio, rappresentato da Sara Ugazio, che porterà alla realizzazione di un pellegrinaggio a Lourdes nelle date che vanno dall’11 al 17 settembre 2019, con partenza sia in autobus, sia in aereo. Un’attività che porterà a coniugare la decennale esperienza dell’Associazione nell’assistenza e nella conoscenza dei malati con quella di chi, come Unitalsi, da sempre si occupa dell’organizzazione dei viaggi a Lourdes e santuari italiani, donando così tanto conforto a chi soffre, pazienti e loro famiglie. Alcune iniziative di raccolta fondi si terranno per contribuire parzialmente al sostenimento dei costi di viaggio e logistici per i pazienti che decideranno di aderire: tra le altre, la cena di beneficienza che le due associazioni hanno programmato per la serata del 15 giugno 2019 presso il Museo del Tessile, e che ha ricevuto anche in questo caso il patrocinio del Comune di Busto Arsizio e la vendita straordinaria di pacchi di riso “mille chili di riso per mille ore a Lourdes”.

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