Busto, dopo Arabini altre due avvocatesse nel mirino degli hacker: è un’escalation

busto arabini hacker

BUSTO ARSIZIO – Hacker scatenati: in poche settimane violate le rubriche mail di tre avvocatesse. Due, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Busto Miriam Arabini, e l’avvocato varesino Monica Mina, si sono ritrovate alle prese con la truffa architettata ai loro danni dai pirati informatici nelle ultime 24 ore. In simultanea. La terza, l’avvocato di Varese Alessandra Sisti, si è ritrovata vittima dello stesso “scherzo” alcune settimane fa. Tutte e tre sono impegnate, professionalmente, sul fronte del supporto alle donne e ai minori vittime di abusi.

Tutte impegnate a favore delle donne

E’ un’escalation quella relativa ai reati informatici: truffe di questo genere, e i raggiri online in senso più ampio, sono costantemente in crescita. In tutti e tre i casi gli hacker miravano a rastrellare soldi e altre informazioni. Come? Semplicemente accedendo all’elenco indirizzi delle tre avvocatesse, che conta decine di contatti anche tra magistrati e altri avvocati, e inviando a nome della malcapitata un testo molto ben scritto. Nel caso di Arabini tre testi diversi: tre testi dove l’avvocato, però, si trovava sempre all’estero in difficoltà o stato di bisogno e chiedeva (ovviamente non era lei a chiederlo ma l’hacker) l’invio di 950 euro per poter salvare la situazione.

La richiesta è sempre la stessa: soldi

Stesso filo conduttore per l’avvocato Mina. In questo caso l’avvocatessa, che oggi, giovedì 6 dicembre si trovava nel suo studio di Varese, nella falsa missiva spiegava di essere addirittura bloccata in Costa d’Avorio e di aver assoluta necessità dell’invio di mille euro per potersi togliere da una situazione di difficoltà. Stesso copione per Sisti. Tutte le missive portavano per esteso la firma delle tre avvocatesse. Ovviamente senza che loro ne sapessero nulla. I tre episodi sono stati denunciati alla polizia di Stato. E naturalmente le tre professioniste, oltre ad aver immediatamente dato mandato a tecnici informatici di risolvere il problema, hanno avvisato i loro contatti della truffa in corso. Resta il fatto singolare: tre donne, tre avvocatesse, tutte impegnate sul fronte abusi, prese di mira a breve distanza l’una dall’altra dagli hacker? Va anche detto che ogni giorni centinaia di cittadini sono vittime dello stesso tipo di reato. Le truffe informatiche in Italia crescono con un aumento del 40% circa di anno in anno.

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