Busto, BA Book parte subito in quarta: pienone per Cazzullo e Cottarelli

BUSTO ARSIZIO – I primi “pienoni” sono per Carlo Cottarelli ai Molini Marzoli e per Aldo Cazzullo al teatro San Giovanni Bosco, ma crea curiosità anche la presenza di Marina Di Guardo, madre di Chiara Ferragni, che dopo la presentazione del suo libro al Museo del Tessile ha visitato le mostre di M(a)y Fiber. Partenza a razzo per BA Book, il festival del libro e dell’editoria di Busto Arsizio che si è aperto ieri mattina, 12 maggio, con la presentazione del libro del giornalista musicale Ezio Guaitamacchi. E stasera, 13 maggio, c’è un altro degli senti più attesi, l’incontro (alle 18 ai Molini Marzoli) con Serena Bortone, l’anchorwoman Rai recentemente protagonista del caso Scurati. Orgogliosa della prima intensa giornata del festival la vicesindaco e assessore alla cultura Manuela Maffioli, che ha seguito tutti gli appuntamenti.

Marina Di Guardo con Manuela Maffioli

Cottarelli tra il serio e il faceto

Il professor Cottarelli, intervistato dal giornalista del Tg2 Luca Moriconi sul libro “Dentro il palazzo”, ha intrattenuto il pubblico tra il serissimo, come quando parla della delicata chiamata del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai tempi dello stallo politico dopo il voto del 2018 o delle preoccupazioni sulla riforma del premiato, e il faceto, quando snocciola una serie di gustosi aneddoti sulla sua breve esperienza parlamentare. Dalla «cioccolata calda del Senato», che «è la migliore al mondo», alla tessera per i pedaggi autostradali degli eletti, che «non è come quella di “voi umani“: la sbarra si alza immediatamente, sono soddisfazioni». Ma è sul premierato che Cottarelli torna serio: «Mi preoccupa un premier eletto senza avere il 51% e una concentrazione di potere che non si è mai avuta in Italia. Primo, per una questione di democrazia e poi perché chi ha troppo potere si monta la testa, si crede Dio in terra e prende decisioni avventate».

Lo scambio con il sindaco

Uno dei modi per accorciare le distanze tra la politica e i cittadini, per Cottarelli, è una legge elettorale con le preferenze. «È stato un errore togliere le preferenze – sostiene l’economista – vorrei avere la possibilità di scegliere chi va in Senato o alla Camera». Ma su questo tema lo incalza dalla prima fila il sindaco Emanuele Antonelli, non convinto del sistema delle preferenze perché poi «decidono comunque i partiti chi mettere in lista». E il primo cittadino di Fratelli d’Italia lo ha provato sulla sua pelle quando aveva provato a candidare alle regionali l’amico Checco Lattuada.

Cazzullo e i romani

In serata altro sold out già in prenotazione al teatro della parrocchia di Sant’Edoardo, che ha ospitato (sempre a cura di Francesca Boragno, come per Cottarelli) l’editorialista e scrittore Aldo Cazzullo, intervistato sul palco dal giornalista Francesco Inguscio a proposito del libro sull’antica Roma “Quando eravamo i padroni del mondo”. «I romani erano in uno stato di guerra permanente ma miravano al governo universale per raggiungere la pace – spiega Cazzullo – una prospettiva che nel mondo moderno sembrava quasi raggiunta dopo la caduta del Muro di Berlino, la fine dell’Apartheid e gli accordi di pace del ’93 tra Israele e Palestina, poi tutto è precipitato. Ma questo sogno del governo del mondo vale ancora la pena di essere sognato. Ed è un motivo per cui noi, che discendiamo dai romani, dovremmo essere un po’ più orgogliosi di essere italiani». Sull’attualità Cazzullo afferma poi che «questa terza guerra mondiale a pezzetti – come la definisce Papa Francesco – l’occidente non la sta vincendo, però sembrava che anche la guerra fredda la stessero vincendo i comunisti. Mai dare verdetti definitivi».

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