BUSTO ARSIZIO – Non berrà più caffè a sbafo e non minaccerà più i baristi che gli chiederanno di pagare le consumazioni. Il giovane albanese che per qualche giorno ha fatto il bello e cattivo tempo in alcuni bar di Busto è stato arrestato e colpito dal Daspo Willy, la misura che lo terrà lontano per due anni dai locali del centro cittadino. E qualora dovesse sgarrare questa volta il conto sarà davvero salato: la violazione al provvedimento comporta la reclusione da uno a tre anni e una multa da 10.000 a 24.000 euro.
I fatti
Domenica 12 gennaio, una Volante del Commissariato è intervenuta in un bar del centro cittadino a seguito della segnalazione, da parte dei baristi, di una grave minaccia ricevuta da un uomo. Una volta giunti sul posto, gli agenti hanno appreso che un giovane di origini albanesi, già nella giornata precedente si era reso protagonista di un episodio violento: aveva consumato un caffè senza pagarlo e, di fronte alle rimostranze dei baristi, aveva ribaltato alcuni tavolini del dehors, insultando e minacciando i presenti.
Insulti e minacce
Nonostante l’invito ad andarsene, l’uomo è tornato la domenica sera, in prossimità dell’orario di chiusura, con l’intento di “regolare i conti”, minacciando nuovamente i due baristi e pretendendo dagli stessi del denaro minacciandoli di lesioni in caso contrario. Successivamente si è appostato fuori dal locale, aspettando l’uscita dei dipendenti, ma si è allontanato prima dell’arrivo della Volante.
Arrestato
Grazie alla descrizione fornita, il soggetto è stato rintracciato poco dopo all’interno di un altro esercizio, dove stava consumando un pasto. Quando i poliziotti sono intervenuti per identificarlo compiutamente e procedere nei suoi confronti, l’uomo ha cercato l’appoggio di alcuni connazionali presenti nel locale, tentando di intimorirli. Gli agenti sono comunque riusciti a bloccarlo e a condurlo in Commissariato, nonostante lo stesso, sempre con lo scopo di farli desistere, chiedesse attraverso il 112 l’intervento dei Carabinieri ai quali, intervenuti, dichiarava di essere stato picchiato e di essere vittima di un abuso di potere.
