BUSTO ARSIZIO – Buona la prima, anzi ottima. Un grande applauso ha accolto il corto Out-ismo, mostrato per la prima volta nella sala proiezioni di Nvision in vicolo dell’Assunta. A Mattia, il giovanissimo protagonista del film fortemente voluto dall’associazione Progetti Fantasia di Simona Lamperti (e sostenuto con un crowdfunding) per sensibilizzare al tema dell’autismo, è «piaciuto». Ora il corto è pronto per il debutto vero e proprio al B.A. Film Festival: verrà proiettato in un cinema il 31 marzo, nell’ambito dei matinée per le scuole.
La sfida e il sogno
«È un sogno che si avvera» fa notare Romina Cristallo, l’attrice che da sempre accompagna le iniziative di Progetti Fantasia. Il corto, prodotto e curato dal regista Luciano Peritore, che è anche protagonista nella parte dell’insegnante di Mattia, è ispirato ad una storia vera. E prova a raccontare a chi non conosce da vicino l’autismo quali sono le piccole sfide con cui la vita di tutti i giorni mette alla prova i ragazzi con una diagnosi di autismo e le loro famiglie. «Ora non daremo il video in pasto alla Rete – rivela Simona Lamperti – vogliamo portarlo nelle scuole e lo mostreremo al ministro della disabilità Alessandra Locatelli». Un’altra sfida vinta per la giovane associazione bustocca, che a giugno volerà alle Nazioni Unite con una delegazione di otto ragazzi (tra cui Mattia) e quattro accompagnatori per il forum sulle disabilità.
Gli obiettivi
«Ho sposato il desiderio di Progetti Fantasia di comunicare all’esterno quello che succede nelle loro case e nelle loro vite – racconta Peritore – nelle scuole, con il supporto di una pedagogista o di una psicologa, può diventare uno strumento di sensibilizzazione per i ragazzi». L’obiettivo, condiviso con l’amministrazione comunale, è infatti quello di portarlo nelle scuole nell’ambito di «una campagna di sensibilizzazione – annuncia l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni, anche lei nel corto con un “cameo” insieme al collega di giunta Alessandro Albani – è importante insegnare ai ragazzi come relazionarsi con i coetanei che vivono l’autismo e quale linguaggio particolare usare. C’è una cultura nuova di accettazione dell’altro da diffondere. E questo corto è un prodotto di ottima qualità».
Cultura ed esperienze
Lo spiega in termini tecnici Chiara Pigni, la psicologa che segue l’associazione Progetti Fantasia e che ha dato il suo contributo scientifico alla supervisione del corto: «È un’occasione importante di culturalizzazione delle neurodivergenze per favorire l’inclusione di tutte le diversità. Utile per la città e per la promozione di una nuova cultura inclusiva». Per Mattia un’altra esperienza che Progetti Fantasia gli ha permesso di esaudire: «Voleva fare lo youtuber e gli abbiamo dato la possibilità di recitare in un corto, come ad esempio Martina che voleva cantare e lo ha fatto – rivela Simona Lamperti – viaggi, cultura, sfilate, musica: quello che offriamo ai nostri ragazzi è di poter scegliere, non solo sopravvivere». Perché l’obiettivo dell’inclusione, come sottolinea l’assessore Reguzzoni, «non è la sopravvivenza ma una vita piena con esperienze, bagagli, relazioni, amori. E un domani anche una vita autonoma negli appartamenti che realizzeremo all’ex Borri». Intanto per Mattia un esordio da Oscar, per il suo regista Luciano Peritore: «Mi ha stupito – ammette – il set è stancante ma lui ha fatto ore e giornate di shooting pesantissime senza mai fermarsi».
Busto, gli assessori Reguzzoni e Albani attori per un giorno. Nel corto sull’autismo
