BUSTO ARSIZIO – «In città abbiamo 12 festival, anzi 12 più, con Filosofarti» sottolinea l’assessore alla cultura Manuela Maffioli. «E senza contare Sanremo…» la battuta di Carlo Magni, presidente dell’Università Cittadina della Cultura Popolare. Il primo incontro del nuovo ciclo di conferenze viene introdotto dall’assessore, che sfrutta l’occasione, e la presenza di oltre cento persone in sala al Museo del Tessile, per promuovere il ricco palinsesto di iniziative culturali in città anche tra l’affezionato pubblico di iscritti all’ateneo della terza età che conferma il suo successo in questa ennesima tornata di appuntamenti.
Riparte la stagione dei festival
Sul palco della sala conferenze del Tessile, l’assessore Maffioli si è presa mezz’ora di “spazio” – prima della relazione di giornata dello storico Paolo Ferrario sulla figura del “Conte magazziniere” Rodolfo Crespi, bustocco che fece fortuna in Brasile sulla scia del “Principe mercante” Enrico Dell’Acqua – per “lanciare” i principali appuntamenti culturali in programma in città. A partire da BA Classica, al via il prossimo 20 febbraio, primo festival della nuova stagione culturale cittadina, che sarà seguito dal Festival Fotografico Europeo e dal B.A. Film Festival ma anche dal maggio della Fiber Art. Sono in tutto «12 più» i festival che offre la cultura di Busto Arsizio, con il “più” rappresentato dal gallaratese Filosofarti che ha sempre più appuntamenti a Busto, inclusa – quest’anno – l’apertura con Giordano Bruno Guerri.
Cultura per tutti
La novità del 2025 è che «ogni appuntamento culturale ospiterà un evento legato al Giubileo, per BA Classica sarà il concerto della Cappella del Duomo». Inoltre, Maffioli promuove anche l’opportunità «un po’ sottovalutata» delle mostre temporanee di Palazzo Cicogna: «È arte contemporanea di grande livello, sono mostre selezionate tra decine di proposte di artisti affermati dall’Italia e dall’estero». Insomma, tante occasioni di abbeverarsi alle proposte culturali della città anche per gli iscritti all’Università Cittadina della Cultura Popolare, sfatando il mito che possa trattarsi di un’offerta di “nicchia”, come a volte potrebbe apparire: «La bellezza non ha bisogno di grandi sovrastrutture per arrivare – ricorda l’assessore – in alcuni Paesi la fruizione dell’arte viene prescritta come terapia». Non a caso il fatto di proporre “cultura per tutti” è uno dei cavalli di battaglia dell’assessorato di Manuela Maffioli.
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