Busto co-capoluogo: asse bipartisan tra città, avanti con il progetto di legge

Simone Orsi (Lega) e il sindaco Emanuele Antonelli (FdI)

BUSTO ARSIZIO – I “Fratelli” litigano tra Varese e Busto, il sindaco Emanuele Antonelli tesse la tela – insieme al leghista Simone Orsi, ideatore dell’iniziativa – per portare avanti il progetto di legge che punta a far diventare Busto Arsizio co-capoluogo di provincia insieme a Varese. Rafforzando l’asse con gli altri sindaci delle città non capoluogo che hanno più abitanti del rispettivo capoluogo di provincia.

Le quattro città coinvolte

Busto Arsizio, Sanremo, Civitanova Marche e Corigliano-Rossano: sono queste per ora le quattro città che stanno facendo rete per portare in Parlamento il progetto di legge sui co-capoluoghi. Ieri mattina, a Palazzo Gilardoni, il sindaco Antonelli e il capogruppo della Lega Orsi – estensore della proposta in tandem con il già ministro ed eurodeputato Francesco Speroni – hanno effettuato una prima “call” a distanza per limare il testo del progetto di legge da depositare alla Camera dei Deputati e per concordare le iniziative da prendere nei singoli Comuni e sui territori per sostenere l’iniziativa. Per ora mancano all’appello le due siciliane Gela e Marsala (l’isola è regione autonoma) e l’altra marchigiana San Benedetto del Tronto, per il cui co-capoluogo c’è già un progetto di legge in discussione in Parlamento.

Oltre i colori di partito

Si tratta di un bipartisan, visto che con i due promotori leghisti ci sono un sindaco di Fratelli d’Italia (Antonelli a Busto), uno da poco “vannacciano” (Fabrizio Ciarapica di Civitanova, ex Forza Italia), un civico alleato con il centrosinistra (Alessandro Mager di Sanremo) e un fresco tesserato di Europa Verde/AVS (Flavio Stasi di Corigliano-Rossano, a capo di un’amministrazione civica di centrosinistra e in passato già considerato vicino ai 5 Stelle). Praticamente tutto l’arco costituzionale: una pluralità di colori politici che può rappresentare il punto di forza del progetto, per raccogliere consensi trasversali in Parlamento. Dove la deputata Manuela Maffioli è già pronta a mettere la sua prima firma sul documento, con la prospettiva di ricevere sostegno anche dai parlamentari degli altri territori coinvolti.

Le premesse

Non sarà facile ma a Busto ci credono. «Faremo un incontro pubblico per far capire ai cittadini che il co-capoluogo non è solo un riconoscimento simbolico ma porta ricadute concrete per la città, dalle possibilità di accesso ai bandi al rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine – annuncia il leghista Orsi – ma anche per ribadire che rispetto ad una nuova Provincia non ci sarà moltiplicazione di costi né tantomeno di poltrone». Il consiglio provinciale rimarrà quello che c’è oggi.

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