Busto, Collini (Ascom): «Fate la spesa nei nostri negozi aperti»

negozi storici busto collini ascom

BUSTO ARSIZIO – Un appello: «Fate la spesa nei negozi» e una speranza: «Per il futuro di molti sarà decisivo il decreto riguardo al supporto alle imprese del governo». E una riflessione, sulla quale tutti dovrebbero soffermarsi: «Stiamo vivendo, anzi toccando con mano la desertificazione della città». A fissare questi tre nodi fondamentali è Rudy Collini, presidente di Ascom Busto e vicepresidente di Uniascom.

Preferire i negozi ai supermercati

«Mi rivolgo a tutti i cittadini – dice Collini – in questi giorni scegliere di fare la spese in un negozio cittadino aperto anziché in un supermercato ha un valore ancora più grande. Oltre al fatto che anche i nostri commercianti si stanno organizzando per offrire una serie di servizi utili nell’emergenza che tutti stiamo affrontando». I negozi che possono continuare a esercitare la propria attività hanno organizzato (o lo stanno per fare) la consegna della spesa a domicilio. «Stiamo preparando una specie di elenco – mappa – spiega il presidente di Ascom – con nomi, indirizzi e numeri di telefono degli esercizi commerciali aperti e che offrono una serie di servizi. E la diffonderemo nei prossimi giorni. Non solo ma chi punta sul commercio di vicinato potrà anche contare su una gestione delle attese più umana, rispetto alle code lunghissime».

Combattere la desertificazione

Desertificazione. E’ questo un concetto sul quale l’associazione commercianti ha sempre insistito anche nel recente passato e in periodo di normale vita quotidiana. «Ma solo in questo tragico momento forse si riesce a comprendere di cosa si tratta», spiega Collini. «Credo che in questi giorni stia venendo fuori l’importanza dei negozi di vicinato e del piccolo commercio. Non si tratta solo di scambi commerciali. E’ anche un’attività sociale fondamentale. Con i negozi chiusi, in questo periodo per forza maggiore, le strade e le piazze si spengono, i centri storici “sono morti”, le città perdono quasi la propria personalità. Ed è su questo che tutti devono riflettere. Senza negozi tutti noi subiamo un impoverimento sociale incalcolabile».

Il futuro? Il governo deve dare risposte

Sospesi. E’ un po questa la sensazione di chi ha il proprio negozio chiuso. Sospesi e preoccupati poiché nessuno ancora sa quando potrà tornare ad alzate la serranda. «Speriamo il prima possibile – continua Collini – ma anche questo non basta. Tutti siamo in attesa del decreto del governo relativo alle misure di supporto alle imprese. E’ un passaggio fondamentale. Sono, infatti, convinto che la voglia e l’entusiasmo di tornare a lavorare daranno una spinta importante alla ripresa. Ma non basterà a rimediare alle perdite che stiamo subendo. A fronte di incassi pari a zero ci sono poi anche le spese vive da continuare a sostenere per affitti, personale, fornitori da pagare. Insomma la situazione è davvero pesante. Per questo se l’intervento governativo sarà economicamente importante, anche la ripresa sarà un po’ più semplice».

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