Busto, coppia litigiosa a processo: lei lo prende a scopettate. Condannata

inchiesta tangenti primo mese

BUSTO ARSIZIO – «Mi picchia e mi vessa. Mi insulta. Mi soggioga psicologicamente», dice lui. A processo, a Busto, davanti al giudice Daniela Frattini, in sede di giudizio monocratico, c’è finita una quarantenne dal carattere fumantino difesa dall’avvocato Carlo Alberto Cova. Ad accusarla l’ex compagno, un’accusa importante: maltrattamenti. Lei che maltratta lui, caso insolito ma non certo nuovo.  Da quest’accusa è stata assolta.

La figlia scagiona la madre: «Si picchiavano a vicenda»

A sciogliere il nodo su un capo di imputazione importante, è stata la figlia tredicenne della coppia, che ascoltata in giudizio ha asserito: «Si picchiavano e si insultavano a vicenda. Erano uguali». Caduta dunque l’accusa più grave, quella per maltrattamenti in famiglia, per a quale è stata assolta, l’imputata è stata però condannata a 3 mesi e mille euro di multa per l’accusa (minore) di lesioni. Durante un litigio avrebbe infatti colpito il compagno, più volte, con il manico di una scopa. Certo l’uomo l’aveva insultata, come al solito, ma le scopettate inferte alla vittima sono state giudicate eccessive dal giudice. L’uomo è di fatto uscito sconfitto dall’aula di tribunale oggi, 28 gennaio, dove aveva descritto la ex come un mostro violento. Lo ha smentito la figlia. Ad essere rissosi erano almeno in due, lui compreso. Le scopettate, però, non sono state perdonate. Alla base dei litigi violentissimi gelosie pesanti legate a scappatelle a quanto pare. Ma questi sono affari della coppia. Di fatto l’unico reato accertato, all’interno della coppia, sono stati quei colpi di manico di scopa inferti al compagno in un momento d’ira.

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