BUSTO ARSIZIO – Il posteggio dei dipendenti che non c’è più provoca lo stato di agitazione a Palazzo Gilardoni. «Nessuna risposta ai disagi procurati non solo ai dipendenti ma anche all’utenza che non trova più parcheggio» rivela Angiolino Liguori, sindacalista della CSA. Venerdì mattina, 8 novembre, alle 8.30 il primo step con l’assemblea del personale in sala Tramogge ai Molini Marzoli. E il rappresentante della sigla di base ADL, Fausto Sartorato, aggiunge: «È la goccia che fa traboccare il vaso di un ambiente di lavoro poco sereno. Poi non c’è da stupirsi se il personale scappa via in mobilità».
Il parcheggio che non c’è (più)
Il problema nasce con la chiusura dell’area sterrata dietro all’ex Calzaturificio Borri, che ormai da parecchi anni era riservata alla sosta (gratuita) del personale comunale che lavora a palazzo Gilardoni. L’avvicinarsi del cantiere della palazzina di housing sociale prevista nell’ambito del progetto Pinqua ha così tolto uno spazio strategico, al momento senza alternative. «Ci sono 170 persone in cerca di un parcheggio e dalla politica non arriva nessuna risposta – tuona Liguori – è da due anni e mezzo che chiediamo una soluzione. Ne abbiamo anche proposta una, l’area di proprietà comunale dietro al posteggio Landriani. Senza risposta. Non è giusto che i dipendenti debbano subire questo disagio inimmaginabile, hanno sempre lavorato con una carenza di organico del 20-25%, meritano qualcosa in più. E di conseguenza l’utenza, che non trova più posteggi liberi attorno al Comune. Non c’è una logica a tutto questo».
Le altre questioni sul tavolo
Le rappresentanze sindacali sono tutte dalla stessa parte. E l’assemblea convocata per venerdì mattina non tratterà solo di parcheggi: c’è anche il problema della carenza di personale – che porta con sé disagi come «l’ufficio tributi che riceve solo su appuntamento», denuncia Liguori – e quello dei risparmi di gestione e del risparmio energetico, su cui l’amministrazione non ha dato nessuna risposta. E poi il fondo 2024 che non è ancora stato firmato: «Doveva essere fatto entro aprile, siamo a novembre» fanno notare i sindacalisti. «Quella dei parcheggi è l’ultima goccia, ma non ha senso che chi manda avanti la macchina comunale debba diventare matto per arrivare sul posto di lavoro mentre assessori e dirigenti hanno il posto auto garantito – alza la voce Sartorato – è il sintomo di una mancanza di politica del personale e di una scarsa sensibilità verso i dipendenti comunali, che non vengono agevolati in alcun modo. Poi è ovvio che chi ha l’occasione di prendere la mobilità se ne va».
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