Giudice di Pace al tracollo, il grido d’allarme degli avvocati di Busto

BUSTO ARSIZIO – Si chiama giustizia di prossimità perché è quella più vicina ai cittadini. E’ l’ufficio del giudice di pace che oggi, però, il presidente del tribunale di Busto Arsizio Miro Santangelo ha definito non senza amarezza «la quinta ruota del carro della giustizia». Lo dicono i numeri (relativi a Busto e Legnano) con i quasi 10mila decreti ingiuntivi in arretrato, due giudici e mezzo in servizio, uno scoperto in organico che viaggia sulla media italiana di oltre il 70% e cause rinviate già al 2030. Tra cinque anni, insomma, se va bene.

L’allarme degli avvocati

Ed è ancora una volta l’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio a lanciare un grido d’allarme (sistematico quanto sinora inascoltato) con il convegno che questa mattina, martedì 25 febbraio, ha riunito in una Sala Tramogge stracolma ai Molini Marzoli avvocati, magistrati, amministratori locali, con il sindaco di Busto Emanuele Antonelli e il sindaco di Gallarate Andrea Cassani in prima fila, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri (Lega), l’onorevole di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini (Fdi) in collegamento telefonico, l’assessore al Bilancio e vicepresidente di Regione Lombardia Marco Alparone, Confindustria Varese e diverse associazioni forensi. Tutti consapevoli che la situazione, oggi insostenibile, arriverà al tracollo definitivo con l’amèliamento delle competenze in arrivo dall’ottobre 2025.

L’ampliamento e il collasso

«Oggi abbiamo organizzato questa Giornata del giudice di pace a livello regionale. Tutti i consigli dell’ordine lombardi oggi organizzano iniziative su questo tema per accendere un faro su una situazione che si sta trasformando in un caso di giustizia denegata. Quando la giustizia non funziona i primi a rimetterci sono i cittadini. Per questo chiediamo di rinviare l’entrata in vigore dell’ampliamento», ha spiegato la presidente dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio Eliana Morolli che ha sottolineato come il tavolo di lavoro istituito due anni fa con il tribunale non solo non si è mai interrotto ma oggi è più attivo che mai.

Danno per cittadini e impresa

Sul rinvio dell’ampliamento delle competenze il ministro Carlo Nordio, che era già stato informato sempre su input dell’Ordine Forense bustocco della situazione insostenibile, ha già dato parere negativo. Il rischio, infatti, sarebbe quello di non riuscire a rispettare gli obiettivi del Pnrr e di dover restituire milioni di euro. Eppure di migliaia, se non di milioni, di euro si parla anche qui. Perché il giudice di pace tocca da vicino le aziende (i decreti di ingiunzione consentono di recuperare denaro dovuto e non pagato per un lavoro fatto, in soldoni), quelle che danno lavoro e tanto portano al territorio, che rischiano attese di anni per poter introitare denaro necessario quanto dovuto. Sul punto è stata chiarissima la vice presidente di Confindustria Eleonora Merlo. 

La carenza di personale

E se il presidente Miro Santangelo è stato chiarissimo su quanto sia mortificante la costante, atavica, carenza di personale dovuta anche a un meccanismo che non funzionata che trasforma ogni giorno in un’emergenza «Ricevo telefonate quotidiane del responsabile che non sa più a che santo votarsi, senza personale. L’abbattimento a sei mesi del termine di permanenza ha fatto sì che un magistrato, giudice di pace in tirocinio che doveva andare via a marzo, ma è un giudice di un nuovo regime: slalom per individuargli un ruolo, ne avremo uno esclusivo poi di vecchio regime e non esclusivo che ha diritto a una riduzione (di quanto non c’è scritto da nessuna parte). Il terzo giudice che arriva, è di nuovo regime: dovrà lavorare due giorni la settimana. Come ripartire tutto ciò? C’è bisogno di uno sforzo ma anche di disboscare questo ginepraio», la politica è pronta a fare la sua parte per quanto con limitate armi a disposizione sul fronte locale.

Massa che preme e nuova sede

Pellicini ha spiegato di aver presentato un’interrogazione al ministro Nordio, Cassani, Tovaglieri e Antonelli si sono detti pronti a «fare massa in modo da costringere il governo a far rientrare in agenda questa emergenza». Da Busto anche la speranza per una nuova sede «che forse abbiamo trovato. E’ un immobile sequestrato alle “persone per bene”. Ci vorrà un po’ di tempo, ma ci impegneremo».

busto giudice pace – MALPENSA24
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