BUSTO ARSIZIO – L’ultimo furto davanti alla stazione Nord risale a sabato notte: non sono bastate due catene per impedire ai ladri di portare via una bicicletta lasciata davanti allo scalo ferroviario da una persona che lavora a Malpensa e usa le due ruote per andare a prendere il treno per l’aeroporto. Non c’è pace per i pendolari che scelgono la bicicletta per raggiungere la stazione Nord: ormai è un terno al lotto, non sanno mai se potranno tornare a casa su due ruote o a piedi, quando il loro mezzo viene rubato.
La Velostazione dimenticata
C’è chi racconta di aver già subito tre furti, e usare catene sempre più grosse e pesanti non è sufficiente come deterrente per i ladri di biciclette. Eppure ci sarebbe la Velostazione: è un deposito recintato (e videosorvegliato) a lato dello scalo a cui si accede con abilitazione di Ferrovie Nord (la card dell’abbonamento), ma più di un utente lamenta di aver subito furti persino lì. E infatti il numero di biciclette che vi sono custodite all’interno sono pochissime, solo una minima parte di quelle presenti attorno allo scalo. “Parcheggiate” alle rastrelliere che si trovano sul lato opposto rispetto alla Velostazione ma anche ad ogni palo attorno alla stazione. Sempre sperando di ritrovarle al rientro dal viaggio in treno.

L’appello
Una mobilità “insostenibile” per i pendolari, che penalizza chi sceglie la mobilità sostenibile per spostarsi. A maggior ragione ora che i servizi di condivisione che negli anni sono stati sperimentati – dal bike sharing alle auto elettriche di Expo fino ai monopattini in sharing – hanno avuto sempre vita breve. Gli utenti invocano un deposito custodito e sorvegliato, in modo tale da avere la garanzia di poter ritrovare le loro biciclette intatte al rientro. Il minimo sindacale, in fondo, in un Paese civile. Ma c’è anche chi si rassegna e alla fine sceglie l’automobile: è più sicura, in fin dei conti.
Ladri di biciclette in zona San Michele a Busto. «Portate via dai box. Secondo furto in un mese»
