BUSTO ARSIZIO – I “nuovi” lampioni di Richino Castiglioni sono in stand-by da un anno: «Siamo in attesa di una risposta della Soprintendenza – ha rivelato il sindaco Emanuele Antonelli – non ha ancora espresso il suo parere sulla nostra proposta. E speriamo che non decida…». L’ente aveva infatti prescritto il ripristino di una serie di esemplari degli storici elementi di arredo firmati dal grande architetto bustocco, dopo che erano stati rimossi per fare posto alla nuova illuminazione “stile Ikea” voluta dal gestore A2A. Ma l’iter è fermo dal dicembre del 2024.
Un passo indietro
Una vicenda che risale all’ormai lontano 2022. La Soprintendenza delle Belle Arti di Milano, che in un primo momento aveva frettolosamente avallato la rimozione dei lampioni artistici di Richino, aveva fatto poi marcia indietro, in seguito all’intervento dell’Ordine degli Architetti di Varese, su input dell’ex presidente Stefano Castiglioni, figlio del grande designer. Quando ormai era rimasto in piedi uno solo dei lampioni originari, la soluzione prescritta dal Soprintendente è stata quella di ricostruire 10 copie da posizionare nelle piazze principali del centro storico (San Giovanni e Santa Maria), per lasciare traccia delle opere d’arte ormai perdute. Ricostruzione che il Comune ha commissionato al gestore A2A, al costo di 100mila euro. Per ora è stato realizzato un palo di prova da far valutare.
I nuovi lampioni in standby
Nel frattempo sono passati due anni, e nella sua interrogazione sullo stato dell’illuminazione pubblica in città il capogruppo di Busto al Centro Gianluca Castiglioni ha chiesto conto al sindaco che fine abbiano fatto i lampioni da ripristinare. «Siamo in attesa di una risposta della Soprintendenza, ma diciamolo piano – la risposta in aula del sindaco Antonelli – noi abbiamo fatto quello che ci hanno richiesto. La direzione regionale ha ribadito la necessità del rispetto delle prescrizioni della legge regionale sull’inquinamento luminoso, quindi quegli impianti lì non andavano più bene ma andavano rifatti. È stata quindi richiesta la predisposizione di un nuovo progetto che prevede l’utilizzo di apparecchi illuminanti conformi alle norme regionali ma diversi dai globi luminosi, così in data 18 dicembre 2024 è stata trasmessa la nuova proposta alla Soprintendenza, che non ha ancora espresso parere in merito. E speriamo che non decida…».
Il sindaco spera
Una chiosa, quella del primo cittadino, che la dice lunga. Antonelli, che con la Soprintendenza è già andato allo scontro frontale sulla questione del cantiere del Conventino di via Matteotti (e non solo), non ha mai nascosto la sua contrarietà all’obbligo imposto dall’ente che dipende dal ministero della cultura. E così adesso non si dispiace dei tempi lunghi che il Sovrintendente si sta prendendo per valutare i lampioni ricostruiti da A2A. E di certo non si straccerà le vesti se ad un certo punto – visti i ritardi nel rispondere, da sommare a quelli che serviranno per realizzare fisicamente i pali e poi concretizzare l’operazione – dovesse toccare al suo successore inaugurare la nuova versione dei lampioni artistici.
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