Livatino, a Busto l’incontro tra il cugino del giudice e i suoi assassini

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nella foto il Beato Rosario Livatino

BUSTO ARSIZIO – Un incontro che punta a trasformare una ferita ancora aperta in un’occasione di responsabilità e confronto. Giovedì 29 ottobre, alle 10, nell’aula Falcone-Borsellino del Tribunale di Busto Arsizio, si terrà il primo incontro pubblico tra Salvatore Insenga, primo cugino e unico discendente in linea diretta del beato Rosario Livatino, e Salvatore Calafato e Paolo Amico, in carcere da 36 anni per l’omicidio del magistrato agrigentino. L’iniziativa si inserisce in un percorso di giustizia riparativa, realizzato con il supporto dei mediatori di Incontra, il Centro di Bergamo. La scelta di rendere pubblico un confronto finora riservato nasce dalla volontà di affrontare una ferita che riguarda non soltanto le persone coinvolte, ma anche la memoria collettiva e la storia della magistratura italiana. L’evento è stato promosso da don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto e fondatore della Cooperativa La Valle di Ezechiele.

La giustizia oltre la pena

Il confronto si svolge nel contesto della vicenda di Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 e riconosciuto beato dalla Chiesa cattolica. Il suo martirio è stato ricondotto all’odio verso la fede, in odium fidei.

Livatino, patrono dei magistrati

La scelta della sede non è casuale. Il Tribunale di Busto Arsizio custodisce nel corridoio delle aule di giustizia un’icona del beato Rosario Livatino, benedetta due anni fa dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che tornerà in Tribunale per partecipare all’incontro. Livatino è stato recentemente proclamato patrono dei magistrati italiani dalla Conferenza episcopale italiana. La sua figura rappresenta un riferimento per una magistratura chiamata a coniugare rigore, indipendenza e responsabilità, nel rispetto della dignità umana.

Un confronto pubblico sulla responsabilità

A moderare l’incontro sarà Gianni Borsa, giornalista e presidente dell’Azione cattolica ambrosiana, associazione alla quale Livatino era iscritto e nella quale partecipava attivamente. L’appuntamento si propone come un momento di ascolto, incontro e assunzione di responsabilità, che va oltre il perimetro delle colpe già sanzionate «in nome del popolo italiano».

busto livatino incontro – MALPENSA24