BUSTO ARSIZIO – Il dolore per la scomparsa del piccolo Matteo Granata, morto a soli quattro anni, resta profondo e condiviso a Sant’Anna e in tutta Busto. In suo nome, lo scorso 2 maggio, durante funerali partecipati da centinaia di persone, la parrocchia ha avviato una raccolta fondi per realizzare un nuovo parco giochi in oratorio che porterà il suo nome. In quella sola giornata sono stati raccolti poco meno di duemila euro.
La luce di Matteo
Ora sono mamma Miriam e papà Mirko a rilanciare l’iniziativa solidale attraverso una piattaforma di crowdfunding (QUESTO IL LINK), con l’obiettivo di sostenere diversi progetti benefici dedicati al figlio. «Il 30 aprile il piccolo Matteo ci ha lasciati, ma la luce che ha portato nelle nostre vite non deve spegnersi», scrivono i genitori, spiegando il senso dell’iniziativa. «Abbiamo deciso di aprire questa raccolta per tenere vivo il suo nome attraverso opere a fin di bene che possano portare un sorriso a chi lo riceve, proprio come faceva lui».
Un’opera di bene alla volta
La raccolta, sottolineano, non sarà legata a un singolo evento ma resterà attiva nel tempo, come un fondo permanente. «Questo spazio non è legato a un singolo evento, ma rimarrà aperto senza una scadenza, agendo come un fondo sempre attivo per sostenere associazioni e progetti nel tempo», precisano. L’obiettivo è «trasformare il ricordo di Matteo in gesti concreti di gioia e bellezza per la nostra comunità».
I genitori invitano inoltre alla massima chiarezza nella gestione delle donazioni: «Vi chiediamo di considerare questa pagina come l’unico canale ufficiale di raccolta», scrivono, rivolgendo un appello a chi avesse avviato iniziative autonome. «Invitiamo chiunque avesse iniziato raccolte informali a convogliare qui i contributi e a chiudere gli altri canali».
Centralizzare le offerte, spiegano, consentirà di «gestire ogni dono con la massima cura» e di garantire continuità ai progetti nel tempo. Il messaggio si chiude con un ringraziamento carico di commozione: «Grazie da mamma Miriam e papà Mirko per far sì che il sorriso di Matteo continui a camminare tra noi, un’opera di bene alla volta».
