BUSTO ARSZIO – Si inaugura oggi, sabato 20 settembre, nelle sale espositive di Uno Spazio per l’Arte delle Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna di Busto Arsizio “Ante litteram – Permanente inizio del segno”, la mostra personale di Claudio Benzoni. «Questa è la prima mostra che Uno Spazio per l’Arte ospita dopo la pausa estiva – spiega l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli – Uno spazio che richiama richieste espositive da molte parti d’Italia. Una programmazione significativa, che si pone a complemento affatto secondario della fervente e articolata offerta culturale della città. Un’oasi di bellezza dedicata all’arte contemporanea , che consente di conoscere e scoprire nuovi interpreti, linguaggi, poetiche».
«Claudio Benzoni – prosegue l’assessore Maffioli – ha attraversato Busto Arsizio da studente prima e da docente dell’Artistico poi. Un legame con la città che aggiunge un pezzo di cuore di cuore in più a questo suo felice ritorno in città».
La mostra

La mostra – composta da 22 opere collegate da un unico fulcro di concepimento, il segno, inteso non come forma compiuta ma come tensione continua verso il senso – offre una panoramica sulle possibilità di avvertire la realtà pur senza necessariamente rifarsi a essa con rimandi concreti. Benzoni, infatti, usa il segno come ritmo continuo di nuove traiettorie, come ritmo organico, senza linguaggio, senza rimandi all’immagine o alla scrittura, segno come ripetizione, come invenzione e come conformazione bidimensionale dello spazio. Ripetizione che è cambiamento, perchè «ciò che si ripete non è mai identico, ma è identico il ripetersi di ciò che si ripete», spiega l’artista. Non a caso la mostra si apre con un’opera che parte dalla Stele di Rosetta.
La donazione alle Civiche Raccolte

Segni protagonisti, segni che possiedono lo smarrimento e la determinazione che sono in ogni atto iniziale di una forma visiva definita, tanto da rivelare ciò che invece queste nascondono: l’origine. Di questo tratta la mostra, una costante riflessione sull’origine del segno. «L’opera è preesistente all’artista -spiega Benzoni – che semplicemente cerca di renderla visibile e deve essere guardata dallo spettatore in modo creativo, così diventa parte attiva dell’opera, oltre a essere stimolato nella ricerca di un significato. Comunque, è importante guardare, senza la pretesa di conoscere tutto, perché quello che conosciamo è molto limitato». Benzoni ha donato due delle opere in mostra, Stele di Rosetta e Virus, alla collezione permanente di arte contemporanea delle Civiche Raccolte.
La contemporaneità delle opere
E di vera arte contemporanea si tratta e infatti di contemporaneità le opere sono permeate. Il tema della guerra, con incisivi rimandi a Gaza (pregevolissima la pallottola spuntata racchiusa nel Libro del Disarmo, che trasparente la custodisce senza parole ma come segno reale), l’incapacità contemporanea di riuscire a leggere davvero di riuscire a soffermmarsi. E qui Benzoni costringe lo spettatore, con una scrittura che segue il movimento dell’aratro, a fermarsi per poter capire, per decifrare i segni sulla tela. L’artista costringe lo spettatore a faticare per cogliere il messaggio. Lo costringe a concentrarsi.
“Ante litteram – Permanente inizio del segno” resterà a disposizione del pubblico sino al 19 ottobre. Orari: da martedì a giovedì 14.30-18, venerdì 9.30-13 e 14.30-18, sabato 14.30-18, domenica 15-18.30. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito.
