BUSTO ARSIZIO – Presto tornerà ad avere un gestore il chiosco bar del parco Comerio, negli scorsi mesi al centro del caso dell’incompatibilità da consigliere comunale dell’attuale assessore alla sicurezza Matteo Sabba. La giunta Antonelli ha approvato ieri, 28 maggio, la delibera che definisce criteri e modalità con cui Agesp Attività Strumentali potrà promulgare l’avviso pubblico per la concessione della struttura. Cambiano alcune condizioni: un canone annuo più alto (6000 euro) a fronte della manutenzione e degli sfalci lasciati in capo ad Agesp, e la necessità di non avere posizioni debitorie in essere nei confronti del Comune di Busto Arsizio.
Cosa fa la Caravan?
A palazzo Gilardoni la questione continua a suscitare un certo interesse, anche perché da voci di corridoio sembrerebbe che la società di cui Matteo Sabba è socio (non più amministratore), la Caravan Snc – che ha riconsegnato la struttura a fine gennaio – sarebbe intenzionata ad avanzare nuovamente la sua candidatura per gestire il chiosco che aveva ribattezzato Caravanseray. Al momento della chiusura del locale, infatti, nel messaggio d’addio sui social era stato scritto «al momento vogliamo darci un arrivederci». Una circostanza che, pur non avendo più profili di incompatibilità dal punto di vista normativo, creerebbe qualche imbarazzo istituzionale in maggioranza, visto che il caso aveva sollevato una controversia politica andata avanti per mesi, fino al voto del consiglio favorevole a Sabba.
Il nuovo bando
Di certo per ora c’è che nel nuovo bando per l’affidamento del chiosco bar sono cambiate alcune condizioni. Innanzitutto, il canone annuo passa da 1500 euro a 6000 euro, sgravando in compenso il gestore della manutenzione ordinaria e degli sfalci dell’erba che torneranno ad essere a carico di Agesp. Si tratta della cifra a base d’asta, che peserà per il 30% sulla graduatoria della gara: più alto è il canone di affitto che si offre, più si avranno punti. Il restante 70% sarà invece valutato sulla qualità del progetto presentato, tenendo conto dell’esperienza nel settore e delle attività proposte per un target di famiglie e giovani. Tra i requisiti, oltre alle cause di esclusione previste dal codice dei contratti pubblici, c’è anche l’assenza di “posizioni debitorie aperte nei confronti del Comune di Busto Arsizio” alla data di presentazione della domanda.
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