BUSTO ARSIZIO – Udienza davanti al Tribunale del Riesame oggi, venerdì 18 luglio, per Emanuele Mirti. Il 50enne di Castellanza, fermato poche ore dopo l’omicidio di Davide Gorla, commerciante di 64 anni accoltellato a morte nel suo negozio di via Milano a Busto lo scorso 25 giugno, ha chiesto la scarcerazione.
Sono innocente
L’uomo, assistito dall’avvocato Roberta Bono, ha sempre dichiarato di essere innocente. Lo ha detto sin dai primi istanti al pubblico ministero Flavia Salvatore che coordina le indagini e agli uomini della Mobile di Varese e del commissariato di Polizia di Stato di Busto nella notte in cui è scattato a suo carico il fermo per omicidio volontario. «Oggi – spiega l’avvocato Bono – abbiamo chiesto la revoca della custodia cautelare o, in subordine, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico». Il Tribunale del Riesame si è riservato sulla decisione.
La difesa
Per l’avvocato Bono, «A carico del mio assistito ci sono alcuni indizi non concordanti meritevoli di essere approfonditi con delle indagini difensive». Inoltre «A nostra parere è stato violato il diritto alla difesa di Mirti in quanto inizialmente sentito dagli inquirenti senza la presenza di un avvocato». Tutti questi elementi sono ricompresi nel ricorso al Tribunale delle Libertà discusso oggi.
Si cerca l’arma
Gli inquirenti nel frattempo proseguono con le indagini. Si cerca ancora l’arma del delitto. Un’arma da taglio della quale l’assassino si è liberato subito dopo il delitto. Nell’abitazione castellanzese di Mirti gli investigatori hanno fatto diverse perquisizioni, anche recenti, sequestrando diversi oggetti, tra coltelli e altre possibili armi bianche, che saranno sottoposti a tutti gli accertamenti scientifici del caso.
