BUSTO ARSIZIO – Chiudere la farmacia di viale Boccaccio e spostare il personale su una delle altre tre per farla funzionare H24. È il progetto in fase di valutazione in “casa” Agesp per una possibile riorganizzazione del settore farmacie. Lo ha svelato il sindaco Emanuele Antonelli in commissione bilancio, rispondendo ad una domanda del capogruppo del PD Maurizio Maggioni sulla situazione del punto vendita di Borsano, che risulta in sofferenza dai bilanci depositati dalla società partecipata.
La farmacia di viale Boccaccio
«La farmacia di viale Boccaccio è piccola e si trova in una posizione infausta – la spiegazione del sindaco Antonelli nella seduta di commissione di ieri, 4 dicembre – dobbiamo decidere se chiuderla o se venderla o spostarla. Stavamo pensando di chiuderla e farne funzionare una H24 con i dipendenti della farmacia di viale Boccaccio». Allo stato attuale sono quattro le farmacie gestite da Agesp Spa, la partecipata che ha recentemente riassorbito la società in house Agesp Attività Strumentali: oltre a quella sul viale Boccaccio, tra Borsano e Santa Croce, ci sono quelle di Sacconago (in via Padre Giuliani), di via Rimembranze e di largo Giardino.
Il precedente
La allora Agesp Attività Strumentali aveva accarezzato il progetto di una farmacia aperta 24 ore – un servizio che è presente ad esempio nella vicina Legnano – già nel 2020, quando la società presieduta da Alessandro Della Marra aveva presentato all’amministrazione Antonelli un piano di riorganizzazione del settore che prevedeva la chiusura dei due punti vendita di Sacconago e Borsano e la creazione di una nuova farmacia H24 all’interno del polo ex Mizar di Beata Giuliana. Un progetto, partito proprio dalle considerazioni sulla scarsa redditività dei due esercizi, che però naufragò tra le proteste e le preoccupazioni dei cittadini dei due quartieri a sud della città, con il sindaco Antonelli che si disse contrario all’ipotesi. Ora però si potrebbe “salvare” solo Sacconago.
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