BUSTO ARSIZIO – Sono più di 30 le famiglie che hanno raccolto la sfida dell’affido di un minore che non ha una casa. Ma i “figli del sindaco” sono ormai arrivati a quota 750, per una spesa annuale a carico delle casse comunali di oltre 3 milioni di euro. Così il nuovo regolamento degli affidi familiari, che prevede fino a 400 euro al mese di rimborso spese a favore delle famiglie che si mettono a disposizione, punta ad incentivare la pratica dell’affido per dare una famiglia ai minori e alleggerire il peso economico per il Comune.
Gli incentivi

Numeri e considerazioni che l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni ha messo sul tavolo della seduta consiliare di ieri, lunedì 24 febbraio, ottenendo un voto all’unanimità dall’aula alla sua proposta del nuovo regolamento sugli affidi familiari. «Siamo partiti con due famiglie volontari e dopo un anno di lavoro ci sono oltre 30 soggetti che si sono offerti» rivela Reguzzoni. «Con il regolamento andiamo a definire le tipologie di affido – oltre a quello tradizionale, anche part time e affiancamento familiare – e il rimborso spese alle famiglie che prendono in carico i minori. Fino a 400 euro al mese per un affido tradizionale da parte di persone esterne al nucleo familiare, 300 euro se gli affidatari sono parenti (come nonni o zii), e 300 euro anche per l’affido solo diurno (180 euro se sono parenti del minore)».
Il boom dei “figli del sindaco”
L’obiettivo è dare ancora più spinta a questa alternativa alle comunità per minori. «Abbiamo oltre 750 minori gestiti dalla Tutela – fa sapere l’assessore Reguzzoni – tanti poi rientrano nelle loro famiglie, ma tanti invece non hanno la possibilità e spesso la loro prospettiva è la permanenza in strutture protette e case famiglie, che non è un bene per la città né per il loro futuro». Si tratta di numeri in aumento esponenziale, quindi occorre agire: «In dieci anni siamo passati da 50 minori a oltre 700, per un impegno di spesa annuale di oltre 3 milioni di euro. L’obiettivo è non fermarci a 30, anche se rispetto a 2 si è già fatto tanto. E continueremo con i progetti, la formazione delle famiglie e le campagne di sensibilizzazione».
Assistenza domiciliare ed educativa
Unanimità anche sull’altra delibera portata al voto in consiglio comunale dall’assessore Paola Reguzzoni, vale a dire quella sull’atto d’indirizzo per la gestione tramite accreditamento dei servizi di assistenza domiciliare e assistenza educativa. Attualmente, ha spiegato l’assessore, «spendiamo ogni anno circa 700mila euro per l’assistenza domiciliare degli ASA e OSS su una media di 150-170 persone al mese, più altri 200mila euro circa per l’assistenza educativa di 40-50 persone». Il problema è che «dopo l’ultima gara d’appalto al massimo ribasso spendiamo 26 euro l’ora, più degli accreditamenti in Valle Olona che si attestano su 25 euro l’ora, mentre a Varese scendono fino a 22 euro l’ora». Con il nuovo sistema, che prevede un prezzo fissato dal Comune insieme ai requisiti minimi per potersi accreditare, Reguzzoni confida di scendere a 24 euro l’ora per risparmiare su un altro capitolo “pesante” della spesa sociale di via Roma garantendo «un servizio di qualità» controllato dal Comune.
A Busto 720 “figli del sindaco”. L’assessore: «Gli affidi sono la soluzione»
