Busto, aggredì e uccise anziana per strada: via al processo per omicidio

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BUSTO ARSIZIO – Aggredisce anziana per strada: affronterà il rito abbreviato con l’accusa di omicidio volontario. Il gup di Busto Arsizio Piera Bossi lo ha deciso oggi, mercoledì 11 ottobre, al termine dell’udienza preliminare. L’imputato è Pardalian Caldaran, rumeno di 30 anni, autore reo confesso dell’aggressione alle sorelle Argia Maria e Wilma Calmosi, avvenuta il 17 novembre 2017  a Busto Arsizio in via Quintino Sella.

Rito abbreviato per omicidio volontario

Argia Maria, 84 anni, era rimasta ferita in modo gravissimo in seguito all’aggressione. La donna morì quattro mesi dopo all’ospedale Niguarda di Milano dove era ricoverata. Il caso aveva fatto molto scalpore e sollevato un’ondata di indignazione in città. Il giovane rumeno vagava per le strade di Busto Arsizio alle 17.30 del pomeriggio completamente ubriaco. Questa mattina il difensore Luca Carignola ha chiesto l’ammissione al rito abbreviato subordinata a una perizia psichiatrica sul proprio assistito per stabilire la capacità di intendere e di volere al momento del fatto. Oltre a una perizia per stabilire la reale sussistenza del nesso causale tra l’aggressione e la morte della vittima. Entrambe le istanze sono state rigettate dal giudice per l’udienza preliminare. Abbreviato secco, dunque, per Caldaran: il 16 gennaio si entrerà nel vivo della discussione del processo.

«Non volevo uccidere chiedo perdono»

Il trentenne non ha mai smesso di pentirsi. «E’ tuttora prostrato – dice Carignola – si è pentito immediatamente e ha scritto una lettera ai famigliari della vittima dove si scusava in modo profondo e sincero per quanto accaduto». Caldaran è anche reo confesso. Arrestato dopo poche ore dal fatto dagli agenti della polizia di Stato di Busto Arsizio, ha ammesso di essere l’autore dell’aggressione. «Non solo – spiega Carignola – ha paventato l’ipotesi di una rapina. Fatto che gli si è ritorto contro nonostante tutto. L’accaduto, estremamente grave, si traduce in uno scippo finito in modo tragico. L’accusa ha contestato l’ipotesi del dolo eventuale». In sintesi il trentenne avrebbe agito mettendo in conto la possibilità di poter uccidere la vittima nel corso della rapina. «Non è così – conclude Carignola – e lo dimostreremo. Contestiamo l’accusa di omicidio volontario. Il mio assistito non voleva uccidere e non aveva ipotizzato di poterlo fare in conseguenza dell’aggressione».

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