BUSTO ARSIZIO – «Siamo qui, oggi, non perché vogliamo saltare la scuola, ma perché ne vogliamo una più equa, inclusiva e pubblica». Sono chiare le motivazioni che, dalle 8.30 di questa mattina, 14 novembre, hanno portato in piazza un centinaio di studenti a Busto Arsizio. Il corteo, organizzato da Unione Studenti, si è mosso da via Manara e percorrerà tutto il centro cittadino. Terminando nel parco del Museo del Tessile.
Contro la riforma Valditara
I ragazzi si sono fermati per un primo, breve comizio in piazza Garibaldi. Sottolineando la contrarietà alla riforma del ministro Valditara (guarda il video sotto), intesa come volontà di trasformare la scuola in qualcosa di elitario. Quindi, hanno proseguito lungo il percorso senza che ci fossero tensioni di sorta. Gli studenti, durante il tragitto, hanno urlato slogan contro il governo, contro Israele e pro Palestina.
Un diritto allo studio reale
Il corteo si è fermato una seconda volta davanti al Comune di Busto Arsizio. I ragazzi hanno parlato del «caro abbonamenti per il trasporto pubblico che diventa una tassa occulta per le famiglie», dei professori costretti «ad anni di precariato e tra i meno pagati in Europa», di un «diritto allo studio che non è davvero per tutti» di una scuola che deve garantire «borse di studio reali, gite scolastiche come momenti di crescita per tutta la classe, non come privilegio per pochi».

I ragazzi hanno quindi effettuato un ultimo stop davanti al Liceo Crespi prima di raggiungere il Parco del Museo del Tessile dove la manifestazione si è conclusa.
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