CADREZZATE – «Non paura, ma amarezza». E il motivo per il quale la comunità di Cadrezzate è amareggiata dalla vicenda, l’ennesima, che coinvolge Elia Del Grande, 49 anni, in fuga da una comunità di lavoro nel Modenese, lo spiega il sindaco del piccolo comune nel Varesotto: «C’è amarezza perché quanto accaduto ha segnato l’intera comunità – dice Cristian Robustellini – Per tutti noi è stato uno shock e continua ad esserlo. Sia per chi come me ha più di 50 anni ed ha quindi vissuto direttamente quella violenta tragedia, sia per chi è più giovane ma ha comunque piena consapevolezza dell’accaduto».
Non paura, ma amarezza
E l’accaduto è che nel 1998 Elia Del Grande sterminò, proprio a Cadrezzate, l’intera famiglia uccidendo padre, madre e fratello che, a suo dire, si opponevano al suo matrimonio con una giovane originaria di Santo Domingo. All’epoca fu definita “la strage dei fornai” perché tutta la famiglia Del Grande lavorava nel forno di proprietà accanto alla casa di Cadrezzate dove i genitori e i due figli vivevano.
La condanna e la fuga
Per quella mattanza Del Grande fu condannato a tre ergastoli in primo grado, diventati poi 30 anni in Appello. Dopo 25 anni il 49enne aveva ottenuto la libertà vigilata. A settembre, dopo una serie di furti e di altri reati minori, per l’uomo era arrivata la detenzione nella casa di lavoro dalla quale è fuggito prima dello scadere dei sei mesi quando una sua rivalutazione, Del Grande è ritenuto socialmente pericoloso, avrebbe potuto riaprire i giochi.
Giustizia per le vittime
«Tutto ciò che la nostra comunità chiede è giustizia per le tre vittime. Giustizia così come ha stabilito la magistratura – aggiunge Robustellini – Tra l’altro questa fuga arrivata nei giorni in cui si commemorano i defunti, e noi abbiamo commemorato le tre vittime di quella strage, appare come uno schiaffo. Se la scelta del periodo per sottrarsi alla pena è stata voluta sarebbe inopportuna, se si è trattato di un caso io spero che Del Grande rifletta su tanta noncuranza. Io spero, a questo punto, che si costituisca e paghi il suo intero debito così come è giusto».
Segnalazioni e legami con il territorio
Del Grande è evaso giovedì 30 ottobre. Forse con la complicità della compagna. Con il Varesotto ha mantenuto dei legami, qui ha delle proprietà, qui sino a settembre intratteneva una relazione con una donna residente in un comune vicino a Varese. Le ricerche si concentrano nella zona ma anche in altri luoghi, come ad esempio la Sardegna, dove il fuggitivo ha comunque dei legami. Sarebbe stato avvistato ad Angera venerdì 31 ottobre, il giorno dopo l’evasione, poi il nulla. In realtà si parla soprattutto di segnalazioni anonime attribuibili a mitomani.
Deve costituirsi
«Noi, come amministrazione, non abbiamo avuto segnalazioni a Cadrezzate della sua presenza – conclude il primo cittadino – Io, però, sono convinto comunque che sia in questa zona. Qui ha i legami più profondi. Abbiamo tutti piena fiducia sia nelle forze dell’ordine, i carabinieri della stazione di Angera sono stati sempre uno straordinario presidio, sia nella magistratura. Lo troveranno. Come ho detto non c’è paura ma amarezza. E davvero se Del Grande si costituisse restituirebbe giustizia ad una vicenda dolorosissima per la nostra comunità».
Sterminò la famiglia a Cadrezzate, Del Grande fugge dalla comunità. E’ pericoloso
