Omicidio Bossi a Cairate, via alle analisi dei cellulari. Soluzione del mistero?

Da sinistra Andrea Bossi, Michele Caglioni e Douglas Carolo

CAIRATE – Copia forense dei sei cellulari sequestrati fatta. Da oggi, venerdì 12 luglio, i periti potranno avere accesso alle informazioni contenute nei sei cellulari sequestrati dopo l’omicidio di Andrea Bossi, 26 anni, assassinato con una coltellata al collo nella notte tra il 26 e il 27 gennaio scorso nel suo appartamento di via Mascheroni a Cairate.

Sei cellulari sotto inchiesta

Per l’assassinio del giovane, nel giro di un solo mese, i carabinieri della stazione di Fagnano Olona e della compagnia di Busto Arsizio, coordinati dal pubblico ministero di Busto Francesca Parola, hanno arrestato Douglas Carolo, 21 anni di Samarate, e Michele Caglioni, 20 anni di Cassano MagnagoDei sei cellulari al vaglio due appartengono a Bossi, tra questi c’è anche quello distrutto la notte dell’omicidio e poi fatto ritrovare da Caglioni che ha da subito collaborato, uno appartiene a Caglioni, uno appartiene a Carolo i restanti due appartengono a due persone facenti parti della cerchia di amici di vittima e presunti killer.

Accuse reciproche

L’analisi dei cellulari è fondamentale, in primo luogo, per stabilire quali rapporti ci fossero tra i coinvolti nell’omicidio. Per stabilire, in secondo step, chi davvero tra Carolo e Caglioni conoscesse davvero la vittima. Secondo quanto accertato sinora sarebbe stato Carolo ad avere un’amicizia diretta con Bossi. Non solo: Caglioni e Carolo si accusano reciprocamente. Caglioni, il primo a collaborare, disse di non sapere perché Carolo gli chiese di accompagnarlo quella notte da Bossi.

Le tracce da scoprire

Disse di essere rimasto in strada mentre il 21enne saliva in casa. Disse di essere entrato nell’appartamento ad omicidio avvenuto vedendo Carolo estrarre il coltello dal collo della vittima. Disse di non aver parlato perché Carolo lo minacciava ogni giorno. Ora, alla luce di tutto questo, il vaglio dei contenuti del cellulare del 21enne è fondamentale. Primo: se davvero Carolo inviò un messaggio o chiamò Caglioni chiedendogli di salire, il fatto confermerebbe la versione di quest’ultimo. E ancora: se Caglioni fosse stato minacciato come ha sostenuto sul telefono di Carolo ci dovrebbero essere le tracce di tutto questo.  Un termine per l’analisi dei contenuti non c’è. Si andrà in ogni caso dopo il periodo estivo.

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