VARESE – Nel Partito Democratico c’è chi continua a parlare di identikit del candidato sindaco e non di nomi. Anche se qualche “carta d’identità” è stata messa sul tavolo. “Chiacchiere da bar”, dicono gli insider: un po’ per abbassare l’attenzione, un po’ perché in questo momento il partito maggior azionista del centrosinistra non ha fretta di individuare il leader della coalizione e ha la necessità di consolidare il perimetro dell’alleanza. Forse di allargarla (ecco perché fare un nome potrebbe essere d’impiccio a ragionamenti oggi appena abbozzati). Inoltre, in caso di terzo mandato (quando di mezzo c’è la politica italiana non si sa mai), ogni discorso potrebbe chiudersi prima ancora di aprirsi. Però, dicevano, sul tavolo ci sono i primi nomi.
L’uomo in fuga
Al momento l’uomo in fuga è Andrea Civati. La sua disponibilità per ora appare essere la più solida. L’assessore ai Lavori pubblici della giunta Galimberti in questi anni ha “caricato” il suo cv da amministratore. E dopo un primo mandato e un avvio di secondo mandato (a livello comunicativo) in sordina, Civati ha innestato la marcia lunga con una serie di reel e post sui social. Ha poi messo le bandierine sui cantieri conclusi, su quelli in corso e sulle idee per il futuro. Mosse che sono state lette anche come “promozione di se stesso” proprio in vista della candidatura a sindaco. Non solo. I ben informati, raccontano che Civati ha avuto anche la benedizione del senatore Alessandro Alfieri.
L’underdog
Giovane e donna. Il suo nome non è ancora uscito allo scoperto, ma nel Partito Democratico c’è chi ha messo sul tavolo la sua carta. Stiamo parlando di Noemi Cauzzo, avvocato, che nel 2022 è stata candidata alla Camera dei Deputati al posto di Erika D’adda. Cauzzo ha quali promotori della sua candidatura la segretaria provinciale, ovvero – se dovessimo fare due nomi – Alice Bernardoni e il consigliere regionale Samuele Astuti. Noemi Cauzzo, una dem doc, in questo momento è l’underdog.
L’uomo del campo largo
Ha viaggiato a fari spenti fino a poche settimane fa. Ora, con le iniziative referendarie (e non solo) la sua presenza, dentro e fuori il Partito Democratico, si sta facendo notare. E qualcuno dice che “non è un caso“. La terza ipotesi di candidatura a sindaco del centrosinistra risponde al nome di Luca Carignola. Avvocato. Da segretario cittadino ha firmato il bis di Davide Galimberti a Palazzo Estense e nel 2023 è stato candidato alle elezioni regionali. Carignola, come visione politica del governo della città, è certamente vicino al sindaco Davide Galimberti e a Roberto Molinari (curiosità: Molinari e Carignola in comune, oltre all’appartenenza politica, hanno anche una passione sconfinata per la Pallacanestro Varese. Al Palazzetto sono spesso vicini di seggiolino) alla segretaria cittadina Manuela Lozza e al concetto di campo largo e di un Partito Democratico che trova la propria forza non nell’egemonia dei posti, ma nella guida salda della coalizione.
Gara a tre? Ma va, siamo solo all’inizio
In questo momento il Partito Democratico, con il sindaco Davide Galimberti in testa, sta lavorando da “capo cantiere” alla costruzione della coalizione. Anche perché il dibattito sul nome, nella metà campo del centrosinistra, deve ancora iniziare. Vero è che nel Pd – ma anche in altre formazioni del centrosinistra – si sta ragionando su ipotetici candidati che rispondono a “visioni” e modalità di guida della squadra.
Infatti, i nomi di Civati, Cauzzo e Carignola sono i primi di una lista che potrebbe allungarsi da qui alle prossime settimane. E che, dopo l’estate (salvo accelerazioni improvvise) potrebbe arrivare a contemplare figure di possibili candidati convintamente di centrosinistra, ma non necessariamente del Partito Democratico.
