Cardano, Forza Italia e il dilemma delle alleanze: «Con tutti, ma non con il Pd»

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CARDANO AL CAMPO – Con chi si alleerà Forza Italia alle Amministrative 2019? Punterà a ricucire lo strappo con la Lega Nord, partito con cui i rapporti sono ai minimi storici dopo la scissione di Villa Montevecchio, o guarderà verso il centro tentando di dare vita a una grossa coalizione di moderati insieme a Cardanoincomune? «Sicuramente non siamo disposti a sederci al tavolo con chi ha governato, o meglio non ha governato, Cardano fino a oggi», dicono il commissario Patrizio Strino e il capogruppo Giacomo Iametti. Escluso il Pd e A Sinistra, dunque, «siamo disponibili a dialogare senza preconcetti con chiunque abbia a cuore la voglia di fare e non la demagogia».

La Cardano del futuro

Iametti indica i sei punti per Forza Italia imprescindibili, sei priorità che dovranno comparire nel programma elettorale da sottoporre ai cardanesi la prossima primavera. «Una revisione complessiva della viabilità», dice. «E poi investimenti sulla sicurezza, un’attenzione alle periferie abbandonate dal centrosinistra nonostante continuino a parlare di inclusione sociale, il risveglio del commercio e una nuova forma di socialità in città, in stretta sinergia tra il Comune, la scuola e la parrocchia». Infine, per i berlusconiani, è necessario ridurre le imposte municipali: «E’ la più grande promessa non mantenuta dell’attuale sindaco Angelo Bellora. Nonostante Cardano abbia tra i più alti livelli di tassazione della provincia, non ha ridotto le aliquote nemmeno di un centesimo».

Gli errori del presente

Secondo Strino, l’esperienza del Pd e di A Sinistra alla guida di Cardano si  è rivelata fallimentare. «Questa amministrazione verrà ricordata per quattro fioriere e per la spazzatura abbandonata in strada», affonda il colpo il commissario. «Per colpa loro nessuno è più intenzionato a investire a Cardano, hanno vergognosamente fatto scappare persino Tigros che avrebbe garantito posti di lavoro e la riqualificazione dell’ingresso di Cardano. Con loro zero investimento e zero rilancio, le Pascoli sono ancora lì abbandonate nonostante le grandi promesse e persino i cantieri ereditati sono stati uno scandalo. Pensano di cancellare il passato disegnando due strisce a terra a sei mesi dal voto? Noi non abbiamo la memoria corta e ci ricordiamo bene i ritardi e i problemi alla rotonda del Cuoricino».

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