MALPENSA – Il parere negativo al Masterplan 2035 espresso in consiglio comunale dal Comune di Cardano al Campo «ha finalmente rotto il silenzio che i sindaci, in primis quelli del Cuv, avevano fatto scendere su quel progetto». Così la Rete Comitati Malpensa tiene accesi i riflettori sullo sviluppo dell’aeroporto e, di conseguenza, sulla tanto dibattuta espansione della Cargo city. Un iter amministrativo che «sta proseguendo». Ecco perché «ci saremmo aspettati da parte dei Comuni una maggiore trasparenza e una maggiore comunicazione».
I comitati uniti
Una nota congiunta – che porta la firma di Wvg, Unicomal, Legambiente Ticino, Coordinamento Salviamo il Ticino, Legambiente Bustoverde, Ecoistituto Valle del Ticino, Comitato per il diritto alla salute del Varesotto, Legambiente Gallarate, Comitato Salviamo gli alberi di Gallarate, Salviamo la brughiera di Casorate Sempione, Comitato per la salvaguardia dei boschi di Samarate, Italia Nostra Varese, Laudato Si’ Busto Arsizio San Francesco – per fare il punto sul Masterplan di Malpensa. La cui conformità «non riguarda solo burocraticamente quella relativa al proprio Piano di governo del territorio. Ma, poiché il Pgt è elaborato anche rispetto a delle linee programmatiche e di visione dello sviluppo del proprio territorio, deve essere conforme anche a questo». Sono quindi, proseguono, «gli indirizzi politici, prima di tutto, a dovere essere difesi». Nel senso che «Enac e Sea non possono pensare di imporre i loro indirizzi di sviluppo al nostro territorio, che non hanno mai discusso con le comunità che qui vivono». Di più: «Al netto delle sparate umoristiche del senatore Stefano Candiani di qualche giorno fa, quello che emerge è che l’iter amministrativo del Master Plan 2035 sta proseguendo, dopo il parere positivo espresso dalla Commissione Via-Vas del giugno 2023».
«Più comunicazione»
La Rete Comitati Malpensa, dice, avrebbe voluto «una maggiore trasparenza e una maggiore comunicazione rispetto al proseguo dell’iter da parte dei Comuni». Questo, perché «la convocazione della conferenza di servizi è dello scorso giugno». Si tratta, come spiegano, del secondo step dopo la Via e prevede una partecipazione limitata ai soli enti istituzionali: «Non ha quindi l’obbligo di pubblicità, di informazione e trasparenza propria della Via, dove tutta la documentazione è a disposizione di chiunque sul sito istituzionale del ministero dell’Ambiente. Ma proprio per questo avremmo gradito una maggiore informazione, da parte del Cuv in primis, rispetto al proseguo dell’iter».
Le richieste
Rcm ritiene poi «fondamentale, per quanto ci riguarda, il completo rispetto del Decreto Via, parere ambientale positivo con le 13 prescrizioni. Oggi, a maggior ragione, dopo la decisione presa dal Comune di Cardano, rilanciamo quanto avevamo chiesto qualche settimana fa: l’indizione di una assemblea pubblica indetta dal Cuv, che aggiorni i cittadini rispetto al Masterplan e alle nuove rotte». Infatti, concludono, «la trasparenza su un procedimento amministrativo così importante sotto tutti i punti di vista (ecologico, economico e sociale) per il nostro territorio e per la salute delle popolazioni coinvolte, è fondamentale: dopotutto stiamo parlando del secondo aeroporto italiano e non di una piccola realtà». La richiesta è di avere chiarimenti su «quali saranno le posizioni dei Comuni in Conferenza dei servizi. Bene la posizione di Cardano, e gli altri? Ci dispiacerebbe sapere che il parere ambientale della Via che teneva insieme in maniera razionale le ragioni del territorio e quelle del gestore aeroportuale siano portate avanti solo dal Parco del Ticino: l’unico ad esprimersi a difesa della brughiera».
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